Francia — Marocco: il Marocco non è un bersaglio facile

Il consenso vede la Francia dominare senza fatica un Marocco privato del suo riferimento offensivo. Eppure la realtà del campo racconta una storia diversa: il Marocco conserva intatta la sua identità compatta e pericolosa in contropiede.
La Francia arriva con un centrocampo meno stabile. Senza Tchouaméni, Koné e Rabiot coprono tanto terreno ma offrono meno protezione al reparto arretrato. Il Marocco lo sa e punterà proprio su quei varchi con lanci rapidi verso Ounahi e Brahim Díaz.
La resistenza marocchina è già provata
Contro Olanda e Canada il Marocco ha dimostrato di saper soffrire e di poter colpire nel momento giusto. Bounou resta un muro tra i pali e Hakimi garantisce ampiezza sia in fase difensiva che offensiva. Togliere Saibari non cancella queste certezze.
La Francia stessa ha mostrato limiti contro il Paraguay: una vittoria sofferta, poco fluida, decisa solo dal rigore di Mbappé. Quella partita ha lasciato segni fisici e il caldo di Boston renderà ancora più complicato imporre un ritmo alto per novanta minuti.
Deschamps non può permettersi esperimenti in un quarto di finale. Il Marocco, dal canto suo, non cambia piano: Ouahbi ha ribadito che non cercherà sorprese tattiche e punterà sulla stessa organizzazione che ha portato la squadra fin qui.
Il pronostico di comodo ignora proprio questi dettagli. Il Marocco +1,5 diventa interessante perché il mercato sottovaluta la capacità dei marocchini di restare compatti e di sfruttare le transizioni contro un centrocampo meno solido del solito.



















