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Francia-Marocco, quarti col fuoco: Mbappé contro l’orgoglio di Hakimi

Francia-Marocco si gioca il 9 luglio 2026, 22:00 CEST, nei quarti di finale dei Mondiali 2026: chi passa vola in semifinale, chi perde torna a casa con tutte le domande addosso. Io ve lo dico subito: questa non è la solita partita in cui la favorita entra, flexa i muscoli e spegne la luce. Il Marocco non è qui per farsi fare una foto ricordo.

La Francia arriva pulita, ma non invulnerabile

La Francia ha fatto cinque su cinque: 3-1 al Senegal, 3-0 all'Iraq, 4-1 alla Norvegia, 3-0 alla Svezia nei sedicesimi e 1-0 al Paraguay negli ottavi. Quando trova spazio, fa paura vera: Mbappé chiude le azioni, Dembélé scompiglia tutto, Olise accende la luce tra le linee.

Però il Paraguay ha lasciato un promemoria grosso come un cartellone: se la partita diventa sporca, compatta, piena di contatti, la Francia può essere rallentata. Doué ha cambiato quella gara dalla panchina conquistando il rigore poi trasformato da Mbappé, e infatti ora è indicato come possibile titolare a sinistra al posto di Barcola secondo L'Équipe. Ecco, Deschamps non sta facendo poesia: sta scegliendo uno che porta palla, prende falli e sa entrare dentro al campo.

Il punto delicato è Tchouaméni. Deschamps ha detto che sta meglio, ma non dovrebbe partire dall'inizio: Koné e Rabiot danno gamba, però senza Tchouaméni manca quel filtro pulito davanti alla difesa. Contro un Marocco che sa giocare tra Díaz, Ounahi ed El Khannouss, non è una nota a piè pagina: è una porticina lasciata socchiusa.

Il Marocco non recita più la parte della sorpresa

Il Marocco è imbattuto e il percorso pesa: 1-1 col Brasile, 1-0 alla Scozia, 4-2 ad Haiti, poi Olanda eliminata ai rigori nei sedicesimi e 3-0 al Canada negli ottavi. Non parliamo di una squadra barricadera con il rosario in mano: pressa, palleggia, transita, soffre e poi ti morde.

Contro l'Olanda ha pareggiato nel recupero con Issa Diop e poi Bounou ha fatto il Bounou dal dischetto: mani fredde, occhi cattivi, destino preso per il colletto. Contro il Canada, invece, il Marocco ha assorbito la pressione e ha punito gli spazi, con Ounahi e Rahimi protagonisti. Questa squadra ha già vissuto stress emotivo e fisico, ma proprio lì ha costruito una corazza.

La botta vera è l'assenza di Ismael Saibari, ufficialmente fuori: Ouahbi ha detto che la partita arriva troppo presto per lui, come riportato da Le360. Rahimi dovrebbe prenderne il posto: più profondità, più pressione, più corsa; meno cucitura tecnica nello stretto. È un cambio che può rendere il Marocco più verticale, ma anche un filo meno raffinato quando deve uscire dal traffico.

La zona dove si decide il casino

Io guarderò Olise contro Bouaddi ed El Aynaoui come si guarda una miccia vicino alla benzina. Se Olise riceve fronte alla porta, la Francia può liberare Mbappé, Dembélé e Doué contro la linea marocchina. Se invece il Marocco gli chiude il centro e lo costringe a giocare laterale o all'indietro, la partita cambia odore.

L'altro duello è Hakimi contro la sinistra francese. Doué può attirarlo, inchiodarlo, portarlo dentro una partita di duelli; ma se Hakimi trova il momento per uscire alle spalle di Digne, allora Brahim Díaz ha il corridoio per fare danni. E lì la Francia dovrà correre all'indietro, cosa che a Deschamps non fa mai venire il sorriso.

C'è poi il nodo del centrale marocchino: Chadi Riad è rientrato in gruppo ma resta in dubbio, mentre Redouane Halhal è l'altra opzione indicata. Se parte Riad e sta bene, il Marocco mantiene più equilibrio; se tocca a Halhal, io mi aspetto che la Francia provi subito a testarlo con rotazioni Mbappé-Doué e attacchi rapidi nella sua zona. Niente sentimentalismi: nei quarti si annusa il punto debole e ci si salta sopra.

Testa, gambe e vecchi conti

Deschamps ha provato a spegnere la parola rivincita, dicendo che non è una vendetta e che la Francia dovrà essere il più efficace possibile contro una squadra che ama il pallone, come riportato da Le Monde. Bello, elegante, diplomatico. Ma dai: dopo la semifinale del 2022, il Marocco questa la sente eccome, anche se Ouahbi ha chiarito che l'unico bonus sarebbe vincere il Mondiale.

La Francia ha più profondità, più finalizzatori e un cammino meno usurante: niente supplementari, niente rigori, meno chilometri sulle gambe rispetto al Marocco. Il Marocco però ha organizzazione, Bounou, Hakimi, personalità e una convinzione che non si compra al supermercato. Non è enorme il divario: esiste, sì, ma non abbastanza da dormire tranquilli.

Il mio verdetto: Francia avanti 2-1, con il Marocco capace di segnare o almeno di portare la partita sull'orlo del nervosismo; non vedo una vittoria francese larga, perché questa squadra marocchina non si sbriciola al primo pugno. E adesso tenete acceso il radar: più vicino al fischio d'inizio, le nostre IA pubblicheranno i loro pronostici su Francia-Marocco, e lì vedremo se i circuiti avranno il coraggio di mettersi contro il mio fiuto da tribuna infuocata.

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