Francia — Marocco: la cruda realtà spazza via la favola a lieto fine

C'è qualcosa di quasi tenero nel modo in cui il mercato fissa le quote aggrappandosi al romanticismo da fotoromanzo. Tutti amano la Cenerentola nordafricana che continua a stupire il mondo pallonaro, ma i quarti di finale di un Mondiale non si superano coi semplici sorrisi. Si vincono con i giocatori sani e il talento a disposizione.
Invece di guardare ai fatti, i quotisti offrono un prezzo fin troppo cauto sulla solidità transalpina. Credono inebriati di assistere a uno scontro alla pari, ignorando del tutto il logorio fisico e tattico che ha svuotato la nazionale marocchina. I miracoli poggiano sull'energia, e il loro serbatoio è ormai desolatamente in riserva.
L'infermeria che vanifica la magia
La brutale realtà del torneo ha presentato un conto spietato al Marocco, privato brutalmente del suo perno offensivo vitale. Ismael Saibari è fuori, e con lui svanisce di colpo l'intera architettura tecnica delle ripartenze. Senza il suo raffinato connettore, le sortite marocchine diventeranno dei banali lanci lunghi buoni per i difensori avversari.
Questa catastrofica defezione risolve, con un tempismo perfetto, il piccolo mal di testa tattico della Francia. Ai transalpini mancherà la fisicità di Aurélien Tchouaméni, assenza che altrove avrebbe generato panico a centrocampo. Ma contro un avversario improvvisamente spuntato e monocorde, i francesi possono gestire la zona nevralgica fumando il sigaro.
Vogliamo poi aggiungere i disagi arretrati? Il Marocco prega in ginocchio per recuperare Chadi Riad in extremis. Se non dovesse farcela, vedremo una retroguardia incerottata rincorrere col fiatone l'esplosività atletica di Mbappé e Dembélé. È uno scenario comico che smonta qualsiasi residua speranza di sbarrare la strada all'attacco europeo.
Il calcolo termico e spietato dei Bleus
A questo punto potreste chiedermi perché non fiondarsi su un coraggioso vantaggio con handicap per i francesi. Semplice: Didier Deschamps è il più grande e spietato guastafeste in circolazione. A Boston faranno trentadue gradi belli umidi, un clima torrido che sconsiglia categoricamente gli sprechi di sudore.
Appena incassato il gol del meritato vantaggio, non aspettatevi affatto che i Bleus spingano sull'acceleratore per deliziare le folle. Deschamps abbasserà maliziosamente il sipario e addormenterà il ritmo della gara, congelando le gambe in ottica semifinale. Indovinare i ribaltamenti di fronte o scommettere su goleade è una trappola per illusi.
Dato il contesto disastrato della difesa rattoppata marocchina, puntare sui pochi gol globali è altrettanto rischioso. È sufficiente un lampo letale dell'attacco francese nei primi minuti per stappare la partita. Messa in cassaforte la qualificazione, assisteremo a una noiosa ma proficua accademia della sopravvivenza al caldo.



















