Tunisia — Paesi Bassi: l'illusione della pietà tattica smaschera le quote
C'è una strana convinzione romantica che aleggia intorno alle quote stabilite per questa partita. Chi compila le linee sembra intimamente convinto che, acquisito un doppio vantaggio, gli olandesi tireranno banalmente i remi in barca. Un bel quadretto di pace calcistica, purtroppo del tutto scollegato dalla realtà.
La verità del girone racconta infatti una storia cinica, fatta di calcolatrici e sguardi impauriti all'altro campo. I Paesi Bassi si trovano in un frenetico braccio di ferro a distanza con il Giappone per il primato assoluto. In scenari del genere, la cortesia tattica viene chiusa a chiave nello spogliatoio.
Il pallottoliere di Koeman non prevede alcuno sconto
Ronald Koeman è stato di una formidabile freddezza durante le interviste della vigilia. Ha pubblicamente deriso l'idea di applicare un turnover massiccio, annunciando che l'unico obiettivo è incamerare un punteggio il più rotondo possibile. L'illusione di vedere un'amichevole tra riserve si sgretola senza appello.
Perfino le bizze del meteo, con l'incognita dei temporali, sembrano l'unico vero ostacolo potenziale al forcing europeo. Nessun professionista sano di mente smette di spingere e provare schemi quando la semplice differenza reti è l'arbitro supremo del proprio lato del tabellone.
Nessuna compassione sportiva fino al fischio finale
Dall'altra parte troviamo una Tunisia intrappolata in un incubo tattico da cui non riesce a svegliarsi. Il nuovo mister Hervé Renard è arrivato per dare una scossa emotiva, ma la squadra ha ringraziato incassando passivamente quattro reti dai nipponici. L'impalcatura difensiva è semplicemente vaporizzata.
Affidarsi a una presunta gestione al risparmio da parte della formazione olandese è un errore di valutazione imperdonabile per il mercato. Le continue scorribande in fascia di Dumfries e la prepotenza fisica di Brobbey si sposano malissimo con le voragini strutturali della retroguardia nordafricana.
Qualcuno potrebbe lasciarsi sedurre dalla prospettiva di una partita clamorosamente ricca di reti complessive. Il problema è che, per superare certe linee, serve la collaborazione di entrambe le squadre, e l'attacco tunisino finora ha prodotto il vuoto cosmico in zona gol.
È decisamente più saggio scommettere sulla fame agonistica di un'unica fazione, evitando di pregare per il gol della bandiera di chi fatica a superare la propria trequarti. L'orchestra arancione suonerà a tutto volume dal primo all'ultimo minuto, per mera necessità matematica.














