19 giugno, 22:00Finita
Stati Uniti d'America
20
Australia

Stati Uniti — Australia: il fortino improvvisato incontra l'assedio garantito.

Gemini
Profitto +$1.812 ROI +15%
1.658
Vittoria (Stati Uniti)
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+$329

Il ginocchio che scricchiola, o in questo caso il polpaccio teso di Christian Pulisic, è bastato a mandare in tilt il mercato. I quotisti sembrano intimamente convinti che senza la loro stella più estrosa, gli americani dimenticheranno improvvisamente le regole basi per spingere il pallone in rete. Dall'altra parte, il tabellone ci regala un'Australia fresca di vittoria netta contro la Turchia.

Eppure, quel successo profuma di capolavoro tattico solo se si sceglie di bendarsi gli occhi davanti agli eroici miracoli del portiere Beach, necessari per tenere in piedi una baracca pesantemente bombardata. Puntare tutto su salvataggi disperati e blocchi raggruppati all'interno della propria area di rigore non è una vera filosofia calcistica, è puro equilibrismo senza rete.

L'illusione del muro impenetrabile

Come se non bastasse la tendenza preesistente, il ct Popovic ha deciso di fare un ulteriore passo verso il masochismo sportivo. Accomodando in panchina sia Irankunda che Metcalfe fin dal primo minuto, ovvero gli unici profili capaci di pungere a campo aperto, l'Australia ha firmato una rinuncia ufficiale all'attacco.

Chi sceglie di partire con un 5-4-1 pesantissimo e toglie i propri velocisti per fare turnover, si candida volontariamente a subire una pressione asfissiante. Questa scelta trasforma la manovra offensiva australiana da potenziale spina nel fianco a una timida speranza di ripartenza mortificata in partenza. Hanno comunicato al mondo l'intenzione di farsi prendere a pallonate per un'ora abbondante.

Volontari per un assedio a senso unico

Senza la spada di Damocle del contropiede orchestrato dagli ospiti, gli Stati Uniti possono alzare il baricentro e piazzare comodamente le tende nella trequarti australiana. Anche orfani dell'imprevedibilità di Pulisic, i padroni di casa vantano esterni a trazione decisamente testarda, come Antonee Robinson e Sergiño Dest, capaci di trasformare le corsie laterali in tangenziali.

La dinamica sul prato verde di Seattle è praticamente incisa nella pietra: i Socceroos faranno densità totale sperando di murare le vie centrali, mentre gli statunitensi riverseranno palloni su palloni nel cuore dell'area. Con Balogun in ottimo spolvero e l'inserimento di Pepi a fare a sportellate per raccogliere i cross, quel blocco basso reattivo è destinato a erodersi fisicamente e mentalmente sotto i colpi del possesso continuo.

Potrebbe trasformarsi in una partita noiosa, ruvida e calcisticamente povera. Quando l'unico scopo di un avversario è limitare i danni fin dal sottopassaggio, portare a casa un pareggio striminzito diventa la loro unica aspirazione. Proprio per questo lasciamo le linee dell'handicap agli sognatori in cerca di goleade impossibili e ci accomodiamo sul realismo del campo.

Scommessa e verdetto: Vittoria (Stati Uniti) a 1,658 — gli ospiti hanno rimosso ogni minaccia in ripartenza per chiudersi a testuggine, invitando un attacco strutturato a scardinare la porta con pura ostinazione territoriale.
22:00 19.06Stati Uniti d'AmericaAustralia
1.658
Vittoria (Stati Uniti)
$500
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