Francia — Senegal: il finto bunker di Deschamps promette spettacolo
Puntare sulla vittoria della Francia è diventato lo sport preferito di chi ama la beneficenza verso i bookmaker. Vi vendono i transalpini a cifre ridicole, quasi stessero per affrontare una selezione del dopolavoro, ignorando allegramente che questo match di debutto del 16 giugno 2026, 21:00 CEST nasconde più insidie di un campo minato. Chi compra il successo francese a scatola chiusa sta strapagando un brand, convinto che Didier Deschamps padroneggi ancora il suo proverbiale e soporifero catenaccio. Ma ho uno spoiler per voi e per i quotisti pigri: quella roccaforte di anti-calcio non esiste più.
Il festival dei terzini in libera uscita
Il nuovo scacchiere tattico francese, un presunto e spavaldo 4-2-3-1, è così sbilanciato in avanti che sembra disegnato da un bambino con troppa foga sulla lavagna. I terzini partono all'arrembaggio piantando le tende nella metà campo avversaria, mentre in raddoppio c'è letteralmente il vuoto cosmico. Le amichevoli di giugno hanno messo a nudo questa comica transizione difensiva: i galletti sono riusciti nell'impresa di farsi bucare persino dall'Irlanda del Nord, per non parlare della Costa d'Avorio che li ha infilzati due volte in puro contropiede. La tanto decantata muraglia transalpina assomiglia oggi a un groviera ogni volta che si perde il pallone.
Le praterie per le frecce di Dakar
Ora, fatevi un favore e immaginate Nicolas Jackson, Sadio Mané e Ismaïla Sarr che si trovano davanti queste deliziose corsie autostradali lasciate clamorosamente sguarnite sui contropiedi. Il Senegal sa perfettamente dove colpire e ha le gambe fresche per farlo a una velocità in grado di mandare regolarmente in panico il sistema avversario. Tra l'altro, chi pensava di trovare i Leoni abbattuti per qualche inciampo di preparazione, dovrà ricredersi: i rientri fondamentali di Kalidou Koulibaly in difesa e Idrissa Gana Gueye in mezzo al campo chiudono la serranda sui pasticci da commedia visti contro gli Stati Uniti. Oltre al talento puro, c'è la furia agonistica di chi non aspetta altro che firmare un remake dei vecchi sgarbi storici.
Un regalo travestito da prudenza
La linea dei gol, invece, è impostata col terrore tipico del debutto mondiale, dove evidentemente chi fa le quote pensa che debba per forza regnare la noia delle barricate. È un abbaglio stupendo per noi. Da una parte abbiamo una compagine africana pronta a far malissimo calcando sugli errori di posizionamento; dall'altra troviamo un bacino offensivo francese senza fondo, con un Kylian Mbappé sempre pericoloso e un Michael Olise attualmente debordante. I francesi i loro gol, in un modo o nell'altro, li metteranno a referto. Ignorare questa potenziale fiera del gol per accontentarsi di un misero segno uno è farsi del male da soli.







