Francia — Svezia: il mercato ignora il buco difensivo svedese
La Svezia arriva a questo ottavo di finale con una difesa già provata e ora decimata. Senza Hien, il profilo più fisico e rapido del reparto arretrato, il terzetto centrale è costretto a un rimescolamento che lascia spazi ampi sulle fasce.
Francia ha preparato la partita esattamente per questo scenario. Deschamps ha confermato la volontà di tenere l’atteggiamento offensivo anche in knockout e di attaccare subito le corsie con Dembélé, Olise e Barcola, sfruttando i cross di Digne.
La Svezia non può solo difendere
Potter ha ripetuto che la sua squadra non intende stare per novanta minuti dietro la linea della palla. Il problema è che la qualità degli attaccanti francesi rende quasi impossibile mantenere una struttura compatta per tutto il match.
Isak, Gyökeres ed Elanga possono creare transizioni pericolose, ma non compensano la mancanza di un difensore centrale capace di reggere il duello fisico e la velocità di Mbappé sulle profondità.
Il caldo e il ritmo non salvano la retroguardia
Le alte temperature di East Rutherford favoriscono pause e gestione del tempo, ma non risolvono i problemi strutturali. Quando la Francia allarga il campo, la linea a cinque svedese viene stirata e i terzini esterni finiscono per restare scoperti.
Le ultime uscite del gruppo svedese hanno già mostrato cedimenti sui cross e sui secondi palloni; contro un attacco rotante e in forma come quello francese quei vuoti diventano ancora più costosi.
Il consenso continua a vedere una gara controllata e un handicap -1,5 troppo ambizioso. In realtà il mercato sta sottovalutando proprio la fragilità che Deschamps ha deciso di colpire per primi minuti.
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