Francia — Svezia: il coraggio svedese è un regalo per Mbappé.
La linea tracciata dai bookmaker per questo ottavo di finale ha un che di affascinante, quasi poetico. Sembrano sinceramente convinti che una difesa svedese rattoppata in fretta e furia possa mantenere il passivo nei limiti della decenza contro i vice-campioni in carica. È un livello di ottimismo che di solito si riserva a chi compra i gratta e vinci.
L'ingenuo coraggio di chi non ha difese
Il vero problema non è solo il divario tecnico, ma la catastrofica realtà dell'infermeria gialloblù. L'infortunio al bicipite femorale di Isak Hien toglie alla Svezia l'unico centrale con l'atletismo necessario per non finire col mal di testa. Stiamo parlando di una retroguardia che ha imbarcato cinque reti contro l'Olanda proprio per l'incapacità di leggere i palloni larghi.
Il premio per aver superato il girone sudando a freddo? Ritrovarsi di fronte un buffet offensivo composto da Dembélé, Olise e Mbappé. Didier Deschamps ha già chiarito che questo è un nuovo torneo, schierando i suoi fedelissimi in una sorta di spregiudicato 4-2-4. Pensare che questa Svezia possa reggere l'urto sugli esterni fa apertamente sorridere.
Le nobili intenzioni portano al massacro
A peggiorare un quadro già tragicomico ci ha pensato Graham Potter. Il ct svedese ha nobilmente dichiarato che la sua squadra non si limiterà a difendere per l'intera partita. Un proposito innegabilmente ammirevole per lo spirito sportivo, ma tatticamente suicida contro maestri assoluti delle transizioni veloci.
Alzare il baricentro contro schegge come Barcola o Dembélé equivale a consegnare loro le chiavi del MetLife Stadium. I francesi non chiedono altro che praterie in cui lanciarsi a campo aperto, e la Svezia sembra incredibilmente disposta a concederle pur di onorare lo spettacolo.
Meglio il divario netto che l'abbuffata di gol
In molti si farebbero ingolosire dalla prospettiva di una partita ricca di reti in senso assoluto. Eppure, sperare in un solido contributo offensivo della Svezia nel caldo asfissiante del New Jersey è un azzardo inutile. Isak e Gyökeres sono attaccanti temibili, ma rischiano di passare la serata a rincorrere palloni inesistenti.
Se l'attacco svedese dovesse infatti sciogliersi a causa dei trentadue gradi previsti, la Francia potrebbe accontentarsi di gestire le proprie energie. Un comodo doppio vantaggio transalpino maturato già nel primo tempo renderebbe la ripresa un puro esercizio di stile, senza alcun bisogno di trasformare la gara in un caotico flipper impazzito.














