Francia-Svezia, Mbappé contro il muro rattoppato: scintille Mondiali
Francia e Svezia si giocano il loro Mondiale il 30 giugno 2026, 23:00 CEST, in un sedicesimo di finale che sa di trappola vera: chi vince va avanti, chi perde saluta. Io lo dico subito, da Chip Talks: questa non è la passerella elegante dei francesi, è una partita con chiodi sotto le scarpe.
La Francia non viene a gestire: viene a mordere
Deschamps non sembra intenzionato a fare il diplomatico con le rotazioni. La probabile Francia è roba seria: Maignan; Koundé, Saliba, Upamecano, Digne; Tchouaméni, Rabiot; Dembélé, Olise, Barcola; Mbappé. Secondo L’Équipe, 25 giocatori su 26 si sono allenati, con il solo Marcus Thuram assente.
Il punto che mi intriga — e sì, qui mi scaldo — è la fascia sinistra: Digne più Barcola non è un capriccio, è un messaggio. La Francia vuole correre addosso alla difesa svedese, non palleggiare fino a farsi venire il sonno. E con Dembélé reduce dalla tripletta alla Norvegia, Olise in forma già prima del torneo e Mbappé centrale, il menù è bello piccante.
Deschamps ha pure tolto l’alibi mentale: la fase a gironi è finita, parte un’altra competizione e non c’è nessun bonus per le vittorie precedenti, ha ricordato la FFF. Tradotto nel mio linguaggio: basta carezze, adesso si tira il calcio d’inizio come fosse un guanto in faccia.
La Svezia ha attaccanti veri, ma dietro balla
La Svezia arriva da miglior terza e non è una comparsa con la valigia pronta. Davanti ha roba che punge: Isak, Gyökeres ed Elanga possono trasformare un pallone sporco in una sirena d’allarme. Contro la Tunisia hanno fatto male in transizione, contro il Giappone hanno reagito dopo lo svantaggio con il gol di Elanga e una risposta da squadra viva.
Però il buco grosso è dietro: Hien fuori, Mondiale finito per un problema al bicipite femorale sinistro, come riportato da Sveriges Radio. E quando perdi il difensore che ti dà duelli, recuperi e copertura dello spazio proprio prima di affrontare Mbappé, Dembélé e Barcola, non è sfortuna: è un incendio da spegnere con un bicchiere.
La probabile risposta di Potter è un 5-2-3 con Jacob Widell Zetterström; Bernhardsson, Lagerbielke, Starfelt, Lindelöf, Gudmundsson; Karlström e Ayari; Elanga, Gyökeres e Isak. Göteborgs-Posten ha raccontato il possibile rientro di Lindelöf in difesa e l’inserimento di Starfelt, con Potter che non ha nascosto il colpo pesante dell’assenza di Hien.
Dove si spacca la partita
Io guarderò soprattutto una zona: il corridoio esterno tra braccetto e quinto svedese. Se Barcola parte alto e Digne gli dà appoggio, la Svezia rischia di abbassarsi fino a schiacciare Isak e Gyökeres lontanissimi dalla porta. E quando i tuoi attaccanti devono fare 50 metri ogni volta, anche i cavalli migliori iniziano a sbuffare.
La Francia però non è stata una macchina perfetta. Ha segnato 10 gol nel girone, sì, ma il primo tempo col Senegal ha mostrato che in transizione può soffrire; l’Iraq è stato soffocato più che demolito prima dell’errore decisivo; la Norvegia era rimaneggiata senza Haaland e Ødegaard. Quindi no, non mi vendo la favoletta della Francia invulnerabile: mi piace troppo il caos per cascarci.
La Svezia, dall’altra parte, è stata una montagna russa: 5-1 alla Tunisia, 1-1 col Giappone, ma soprattutto quel 5-1 preso dai Paesi Bassi che pesa come un tamburo nello stomaco. Lì le corsie e i cross hanno fatto danni veri, e contro questa Francia il problema rischia di tornare con gli interessi.
Il mio verdetto, prima che parlino le macchine
Il mio verdetto: passa la Francia, ma non mi aspetto una passeggiata immacolata. Vedo la Svezia capace di segnare o comunque di creare due-tre situazioni cattive con Isak, Gyökeres ed Elanga; però, sulla distanza, la velocità francese sulle fasce e la qualità di Mbappé dovrebbero aprire la crepa. Per me è una Francia vincente con margine contenuto: 2-1 o 3-1, più battaglia che gala.
Adesso ho acceso la miccia, ma il prossimo colpo non lo sparo io: più vicino al fischio d’inizio arriveranno i pronostici delle nostre IA su Francia-Svezia. Restate sintonizzati, perché voglio vedere se gli algoritmi avranno il coraggio di sfidare questo mio verdetto da curva infuocata.










