Giordania — Argentina: la rotazione abbassa il tetto gol
Quando una squadra ha già chiuso il girone al primo posto, il rischio di vedere una partita a ritmo ridotto è concreto. L’Argentina, forte di due vittorie nette contro Algeria e Austria, arriva all’ultima sfida del Gruppo J con la mente già agli ottavi. Lionel Scaloni lo ha detto chiaro: turnover pesante, con Messi in panchina e diversi titolari a riposo. La sua conferenza stampa del 27 giugno è stata eloquente: “I ragazzi che giocheranno meritano di giocare. Cercheremo di fare la stessa partita, ma con nomi diversi”.
Messi in panchina cambia tutto
L’assenza di Lionel Messi dal primo minuto è il dato tattico più rilevante. Nelle due precedenti partite del mondiale, l’Argentina ha segnato 5 gol, tutti con Messi in campo. Senza di lui, la manovra offensiva passa per Julian Álvarez, Lautaro Martínez e il giovane Nicolás Paz, con Lo Celso a cucire il gioco. Il potenziale creativo cala sensibilmente, almeno nel primo tempo.
Scaloni ha anche confermato l’assenza di Cristian “Cuti” Romero, tenuto precauzionalmente a riposo per un colpo al ginocchio rimediato contro l’Austria. La difesa sarà composta da Otamendi e Senesi, con Tagliafico recuperato sulla sinistra. L’undici di partenza è comunque di alto livello, ma non è quello che ha dominato Algeria e Austria.
La Giordania non è una vittima sacrificale
La nazionale giordana arriva all’appuntamento da ultima in classifica, con zero punti, ma con una motivazione speciale: salutare il suo primo mondiale da protagonista. Contro l’Algeria ha dimostrato di saper tenere il campo, passando in vantaggio e resistendo fino al 69’ prima di cedere. Contro l’Austria ha perso 3-1, ma ha segnato il suo primo gol nella storia del torneo. La compattezza del 5-2-3 di Jamal Sellami è un dato da non sottovalutare.
Il ct giordano ha parlato di “partita storica” e di “voler apparire degni del calcio giordano”. I media locali, come Al Mamlaka, spingono per una prestazione di personalità: pressing a centrocampo, ripartenze veloci e nessun ritiro eccessivo nella propria area. Questa filosofia è esattamente quella che può mantenere il punteggio basso, almeno fino all’ingresso di Messi.
Ingranaggi lenti e nessun bisogno di forzare
Il contesto del girone è fondamentale: l’Argentina non ha bisogno di vincere con un margine largo. Scaloni ha parlato di “gestire i minuti e far rifiatare chi ha giocato tanto”. Anche con la volontà di vincere, l’intensità di una partita senza posta in palio raramente raggiunge i livelli di un match decisivo. La Giordania, dal canto suo, sa che un passivo pesante rovinerebbe l’immagine della sua prima esperienza mondiale.
Nelle due precedenti partite dell’Argentina, il totale dei gol è stato 3-0 e 2-0: mai più di tre reti. L’Under 3,5 si è sempre verificato. La differenza è che in quelle partite Messi era in campo dal primo minuto. Oggi senza di lui, il primo tempo potrebbe scivolare via senza grandi emozioni, e anche il secondo, con Messi che entrerà a gara in corso, non garantisce un’esplosione di gol.
La quota dice la sua verità
Il mercato propone l’Under 3,5 a 1,635. Una quota che appare generosa se si considera che l’Argentina ha segnato in media 2,5 gol a partita nel girone, ma con Messi titolare. Oggi, con una formazione rimaneggiata e un avversario motivato a non subire umiliazioni, lo scenario di una partita a basso punteggio è il più probabile. La Giordania ha già dimostrato di poter tenere fino a 60-70 minuti senza subire più di due gol. E anche se Messi dovesse entrare e segnare, un 2-0 o un 3-0 manterrebbero l’Under 3,5 vincente.






