Paraguay — Australia: profumo di biscotto mondiale per le due squadre.
Il fischio d'inizio del match (26 giugno 2026, 04:00 CEST) decreta l'avvio della solita, stucchevole sfida da calcolatrice. All'Australia basta gestire un punticino per tenersi stretta la seconda piazza. Il Paraguay sa altrettanto bene che i quattro punti complessivi garantiscono l'immediato passaggio del turno.
Il teatrino delle promesse disattese
Davanti ai microfoni si recita come sempre a beneficio degli illusi. L'allenatore Tony Popovic sbandiera intenzioni garibaldine, promettendo un dominio assoluto del campo per cercare tre punti in fondo inutili. Belle fandonie per la stampa, smentite apertamente dalle gravi defezioni australiane sulla catena di destra.
Sul versante opposto, Gustavo Alfaro getta completamente la maschera per sposare il puro agonismo del contenimento. Perso per squalifica Miguel Almirón, vera ed esclusiva scintilla nelle transizioni rapide, l'imperativo è badare al sodo. Schierare cinque arcigni difensori centrali è un manifesto inequivocabile.
L'arte suprema del patto di convenienza
Da queste magnifiche premesse tattiche fiorisce il più classico e prevedibile accordo non scritto della fase a gironi. Nessun protagonista confesserà mai l'intento speculativo, ma la comoda apatia agonistica parlerà chiarissimo al mondo. Infilarsi in un logorante duello di nervi converrebbe unicamente ai sognatori.
Anche la vivace e talentuosa linea giovane schierata dagli aussie faticherà parecchio a superare fisicamente il bunker. Le giuste distanze e il massiccio dispiegamento di scudi latinoamericani non lasceranno varchi. Resta solo l'amletico dubbio sull'ipotesi di una sterile partita perennemente ancorata allo zero titanico.
Ripiegare su un esito a reti inviolate sembra apparentemente sensato, se non fosse per la letale beffa dell'imprevisto casuale. Una carambola sporca in area di rigore o uno scivolone clamoroso costringerebbero la squadra ferita a sporgersi improvvisamente in avanti. Raggiunto il faticatissimo pari, però, il gioco cesserà.
Appena il punteggio rassicurante si allineerà alla mutua gratificazione, scatterà la perenne fiera del passaggio arretrato. Le due rose accetteranno di buon grado di dissetarsi insieme alla fonte indolore di questo girone. I distratti bookmaker, credendo ciecamente nello spirito agonistico, ci omaggiano di un timido strafalcione.














