Paraguay-Australia: la finale del Gruppo D dove un pari non basta a tutti
Amici, accendete la macchinetta del caffè a un orario impossibile, perché Paraguay e Australia chiudono il loro Gruppo D dei Mondiali 2026 il 26 giugno alle 04:00 CEST, a Santa Clara. È una di quelle partite zen in apparenza ma feroci nella sostanza: stessi tre punti in classifica, ma gli australiani stanno sopra per differenza reti. Tradotto: agli uomini di Popovic basta non perdere, ai paraguaiani serve vincere e basta. Onde diverse, stesso mare.
Due strade per arrivare qui
Il Paraguay arriva da quel 1-0 alla Turchia firmato Galarza dopo appena 64 secondi: un gol lampo e poi novanta minuti di trincea pura, complicati dal rosso ad Almirón prima dell'intervallo per la storia del FIFA-gesto-della-mano. Resilienza enorme, sì, ma prima ancora c'era stato lo schiaffo del 4-1 incassato dagli USA, con la squadra di Alfaro travolta già nel primo tempo. Quando deve rincorrere, il Paraguay scopre il fianco.
L'Australia, dal canto suo, ha steso la Turchia per 2-0 con due perle individuali di Irankunda e Metcalfe, salvo poi cadere 2-0 contro gli Stati Uniti partendo troppo morbida. Il copione si ripete: blocco basso, avvio passivo, poi crescita nella ripresa quando entra l'energia di gente come Volpato. Una squadra che si scalda piano, come un buon tè.
Chi manca, e pesa
Qui la storia si fa succosa. Il Paraguay perde Miguel Almirón per squalifica: via il suo miglior uomo per le ripartenze, quello che da solo ti raddrizza una serata grigia. Alfaro studia varianti — Caballero, Bobadilla, Mauricio sono i nomi che girano secondo l'ABC Color — ma il peso creativo finisce tutto sulle spalle di Enciso e Diego Gómez.
L'Australia, invece, è ferita sulla fascia destra: out Italiano per un guaio all'adduttore e Leckie per un problema al flessore, come confermato da ABC News. Geria e Trewin sono i candidati a tappare. Occhio anche ai diffidati Bos, Souttar e Circati: un giallo di troppo e saltano un eventuale ottavo, dettaglio che potrebbe ammorbidire i duelli proprio contro Enciso e Pitta che attaccano gli spazi.
Lo scacchiere, raccontato a modo mio
Immaginatevi due filosofie opposte. Popovic giura che giocheranno per vincere — e The Guardian conferma che la vera scelta è offensiva: Irankunda e Volpato dal primo minuto o no. Ma la classifica sussurra altro: blocco compatto, niente palle perse in mezzo, lasciar venire il Paraguay e poi colpire negli spazi con quei contropiedisti veloci. Alfaro definisce gli aussie "un rivale scomodo", ordinato e pericoloso sui calci piazzati, e ha ragione.
La chiave è il primo gol. Se segna il Paraguay, la gara diventa un esame di possesso per l'Australia. Se segna l'Australia, i paraguaiani devono buttarsi avanti proprio negli spazi che gli aussie adorano. Il duello Souttar contro Pitta o Ávalos, lì in area, vale il prezzo della sveglia all'alba.
Il mio verdetto
Lo dico con il sorriso ma con convinzione: questa per me è una partita da pochi gol, tesa, tattica, di quelle che si decidono su un episodio. Il Paraguay ha la fame giusta ma senza Almirón fatica a creare con continuità ad alto livello; l'Australia ha il game-state dalla sua e un profilo da contropiede che mi piace di più in questo contesto. La mia sensazione è che gli australiani strappino il pareggio che gli serve, o vincano di misura sfruttando una ripartenza. Se proprio devo sbilanciarmi sul margine: difficile che qualcuno vinca con più di un gol. Il Paraguay, costretto a rincorrere, rischia di lasciare quella porticina che Irankunda conosce a memoria.
Detto questo, il bello del calcio è che la palla è rotonda e a volte un gol al 64° secondo cambia tutto. Quindi tenete d'occhio le nostre intelligenze artificiali: i loro pronostici dettagliati su questa sfida arriveranno più vicino al fischio d'inizio. Restate sull'onda, ci si vede all'alba.













