Curaçao — Costa d'Avorio: perché il fischio finale arriverà con pochi gol a referto
C'è un fantasma che aleggia su questa partita, e si chiama Germania. Il 7-1 incassato da Curaçao è ancora negli occhi di tutti, banco compreso.
Ma usare quel risultato come bussola sarebbe come giudicare un pianista dal giorno in cui gli è caduto il pianoforte sul piede. La Germania, semplicemente, gioca su un altro pianeta.
Quello che conta davvero è cosa Curaçao ha fatto contro l'Ecuador: 0-0, possesso ceduto senza imbarazzo, e una marea di corpi piazzati in area. Eloy Room ha lavorato come un portiere d'altri tempi, e la squadra ha tenuto.
Una difesa nata per svuotare la partita di eventi
Advocaat non ha fatto mistero del piano: cinque dietro, una sola punta, organizzazione prima di tutto. «Non siamo favoriti, non è intelligente attaccare» — parole sue, non esattamente l'inno di chi vuole una sparatoria.
L'intero impianto di Curaçao è pensato per prosciugare il ritmo, far passare i minuti, sopravvivere. È un calcio paziente, quasi monastico, che con l'Ecuador ha già dato prova di reggere quando l'avversario manca di crudeltà nell'ultimo passaggio.
Certo, c'è il rovescio della medaglia: contro Australia e Scozia la squadra ha ceduto nel finale, sotto le gambe fresche. Ma quei crolli sono arrivati col risultato già aperto, non in un grigio 0-0 difeso a oltranza.
Un attacco che lavora di lima, non di esplosivo
E qui sta il punto più gustoso. La Costa d'Avorio è forte, fortissima, ma non è una squadra che travolge nei primi minuti.
I suoi due gol mondiali sono arrivati al 30' contro la Germania e al 90' contro l'Ecuador, con Diallo. Insomma: gli Elefanti scavano, sondano, aspettano il momento — non aprono dighe a raffica.
Faé vuole un lavoro professionale, controllato, non una battaglia a viso aperto. E un pareggio gli basta già per scrivere la storia: prima qualificazione agli ottavi della nazionale. Perché sbilanciarsi e lasciare la retroguardia scoperta?
Aggiungiamo i dubbi difensivi sulla fascia — Singo in forse, Ndicka da ritrovare — e il quadro di una gara aperta a quattro gol si fa decisamente meno credibile.
Il banco ha prezzato la lavagna pensando alla reputazione e a quel 7-1, non a come Curaçao difende davvero quando ha una settimana per prepararsi. Una difesa fatta per soffocare più un attacco che procede al rallentatore: la soglia dei quattro gol è più lontana di quanto la quota suggerisca.














