Francia — Iraq: la ragioneria di Deschamps spegne i sogni di goleada.
Il 22 giugno 2026, 23:00 CEST, il mercato delle scommesse esporrà il suo vizio più prevedibile: perdere completamente la testa di fronte allo squilibrio sulla carta. I quotisti hanno visto l'Iraq subire un passivo pesante all'esordio e hanno subito estratto il pallottoliere.
L'illusione generale è che Kylian Mbappé e soci scendano in campo a Filadelfia con il solo scopo di aggiornare i record storici di marcature. Si prezza un tabellino tennistico semplicemente per inerzia, ignorando felicemente la nuda e cruda realtà tattica.
Il pullman chiude definitivamente i caselli
Il primo abbaglio dei bookmaker riguarda l'atteggiamento iracheno. Pensano ingenuamente che la squadra asiatica ripeterà il suicidio tattico visto in precedenza, quando si è presentata con un modulo offensivo alto, tremendamente temerario e disorganizzato.
La realtà è che il commissario tecnico si è reso conto della follia autolesionista. I report confermano che la seconda punta viene sacrificata per blindare il centrocampo, passando a una trincea compatta ed ermetica dove gli enormi spazi dell'esordio saranno solo un ricordo.
Come se non bastasse, anche il portiere che aveva letteralmente regalato il vantaggio norvegese è stato silurato senza pietà. Si preparano a issare un muro di pura e tignosa sussistenza, chiudendo brutalmente ogni corridoio alla prevedibile sfuriata iniziale transalpina.
La noiosa revisione contabile francese
Il secondo, e forse più ridicolo errore del pubblico, è dimenticarsi chi siede sulla panchina dei favoriti. Didier Deschamps affronta le blande partite dei gironi con l'entusiasmo e il cinismo di un ispettore dell'Agenzia delle Entrate a fine mese.
Acquisito il proverbiale doppio vantaggio, la Francia non preme certo sull'acceleratore per compiacere il pubblico pagante. Il commissario tecnico preferisce di gran lunga la stabilità strutturale e la letargica conservazione delle energie prima dell'eliminazione diretta.
Le scelte di formazione sono un manifesto di questa mentalità utilitaristica. Fuori il motore dinamico Theo Hernandez per il compassato Lucas Digne a sinistra, mentre a centrocampo si amministra il riposo di Tchouaméni in un'ottica di pura e calcolata gestione fisica.
Se a questo scenario scolastico aggiungiamo il rischio di forti temporali estivi previsti sul catino di Filadelfia, il ritmo rischia davvero di rasentare lo zero. Un campo pesante e le possibili interruzioni meteo uccidono sul nascere ogni velleità di dilagare.
Rincorrere l'handicap positivo porta con sé il terrore di una rete disgraziata all'ultimo secondo utile. Scommettere contro i fuochi d'artificio, invece, sfrutta magnificamente la pigrizia calcolata dei fuoriclasse in campo e la barricata avversaria.













