Francia — Iraq: la trappola del totale alto
Il mercato ha visto l'Iraq crollare contro la Norvegia e ha subito disegnato un copione simile per la sfida con la Francia. Il totale a 3,5 con l'Over nettamente favorito è una reazione eccessiva, che ignora due elementi fondamentali: la trasformazione tattica dell'Iraq e il pragmatismo di Deschamps in una fase cruciale del girone.
L'Iraq non è più la vittima di turno
Contro la Norvegia, l'Iraq si era presentato con un 4-4-2 ambizioso ma ingenuo, lasciando spazi alle spalle dei terzini. Il ct Arnold ha rivisto i piani: per la Francia è atteso un 4-2-3-1 con cinque centrocampisti, pensato proprio per chiudere le linee di passaggio e limitare la velocità di Mbappé e Dembélé.
Bayesh, Al-Ammari e Zaid Ismaeel formeranno un blocco centrale difficile da penetrare, mentre le punte Aymen Hussein e Al-Hamadi restano pericolose in ripartenza. Non sarà una partita a senso unico, ma una sfida in cui l'Iraq punta a soffrire meno possibile, non a subire quattro gol.
Francia, gestione e tempesta
Deschamps ha già un piede agli ottavi e sa che una vittoria netta ma non esagerata gli permetterà di gestire le forze per il resto del torneo. I cambi previsti — Digne per Theo, Koné per Tchouaméni, Barcola per Doué — non indeboliscono la qualità, ma tolgono un po' di spinta offensiva pura in favore di maggiore controllo.
In più, a Filadelfia il rischio temporali è concreto: il campo pesante potrebbe rallentare le incursioni francesi e favorire un ritmo più spezzato. L'Under 3,5 non significa che la Francia non vincerà, ma che il risultato sarà probabilmente un 2-0 o un 3-0, non una goleada da cinque reti.
Il valore sta proprio qui: il mercato ha prezzato l'Over come se l'Iraq fosse una squadra destinata a crollare di nuovo, ma la combinazione di tattica difensiva, gestione francese e maltempo rende l'Under una scommessa ben più solida di quanto le quote non dicano.













