Francia — Iraq: l'Iraq non sarà travolto
Philadelphia è pronta ad accogliere il Mondiale 2026 con un match che, sulla carta, sembra una formalità per la Francia. I campioni in carica hanno qualità straripanti, ma l'analisi delle formazioni e degli ultimi impegni suggerisce una narrazione più sfumata. L'1,657 per l'Handicap +3,5 dell'Iraq è una quota interessante per una scommessa che punta più sulla tenuta asiatica che sul crollo.
Un turnover che cambia i piani
Didier Deschamps ha annunciato tre cambi rispetto all'undici titolare contro il Senegal: fuori Théo Hernandez, Tchouaméni e Doué, dentro Digne, Koné e Barcola. Non è una rivoluzione, ma la profondità di questi avvicendamenti va valutata con attenzione. Digne è più controllore ma meno esplosivo di Theo sulla fascia, mentre Koné porta corsa ma meno regia rispetto a Tchouaméni. Questa rotazione toglie qualche meccanismo collaudato a una squadra che, pure, resta fortissima.
Il problema è che il mercato sembra prezzare la Francia come se fosse al completo, mentre in realtà c'è un lieve ma reale calo di coesione. Contro il Senegal, i Bleus hanno impiegato 66 minuti per scardinare un blocco basso organizzato: con un centrocampo meno fluido e una fascia sinistra diversa, l'inizio potrebbe essere più lento del previsto. Questo è esattamente il tipo di scenario che favorisce la scommessa sull'Iraq di non perdere con oltre tre gol di scarto.
L'Iraq non è una vittima designata
L'Iraq ha mostrato carattere e idee chiare nella sconfitta per 4-1 contro la Norvegia. Per oltre un'ora, gli asiatici hanno tenuto testa agli scandinavi, mostrando un 4-4-2 coraggioso che ha messo in difficoltà Haaland e compagni. La partita si è decisa per un errore individuale sul 1-1 e per la scarsa gestione degli spazi in fase difensiva, due aspetti su cui la Francia cercherà di fare leva. Tuttavia, la tenuta mentale di una squadra che ha pareggiato 1-1 con la Spagna pochi mesi fa è un dato concreto.
Anche con Jalal Hassan e Ali Al-Hamadi in panchina, la squadra di Graham Arnold non cambia pelle: resta fisica, compatta e incline a pressare alto a fasi alterne. Il ct ha dichiarato di voler «mostrare al mondo cosa sappiamo fare», e non sarà una squadra rassegnata a subire. Il vero rischio per l'Iraq è la velocità di Mbappé e Olise sulle fasce, ma se il blocco resta stretto e disciplinato, può limitare i danni.
Quota generosa per una sconfitta contenuta
La linea di handicap a +3,5 per l'Iraq si basa sull'assunto che la Francia possa passare con quattro o più gol di scarto, ma l'evidenza dei fatti non supporta questa tesi. Contro il Senegal, la Francia ha vinto 3-1, ma con un primo tempo fin troppo equilibrato. Anche nell'amichevole contro l'Irlanda del Nord, il punteggio è stato 3-1. La solidità difensiva francese non è perfetta, e la rotazione attuale non la rende più ermetica.
L'Iraq, dal canto suo, ha concesso più di tre gol solo contro la Norvegia, e lì è stato per un autogol e per una fase finale di partita in cui ha spinto per segnare. Con un approccio più attendista e la motivazione di restare in corsa per il Mondiale, gli asiatici hanno gli strumenti per non subire un tracollo. La quota 1,657 premia questa tesi: il mercato sopravvaluta la capacità della Francia di dilagare, mentre la partita potrebbe essere molto più combattuta di quanto si creda.













