Uruguay-Spagna, resa dei conti: Bielsa sfida la Roja senza rete
Uruguay e Spagna si incrociano nel Gruppo H dei Mondiali 2026 il 27 giugno 2026, 02:00 CEST, all’Estadio Guadalajara/Akron di Zapopan/Guadalajara. E no, non è una di quelle partite da guardare con mezzo occhio: l’Uruguay ci arriva con il fiato corto, la Spagna con il pallone in mano e la tentazione di chiudere il discorso primo posto.
Uruguay, qui non basta più la garra da poster
Bielsa l’ha chiamata una finale, e stavolta non è teatro: nel girone la Spagna ha 4 punti, Uruguay e Capo Verde 2, Arabia Saudita 1. La Celeste con una vittoria passa senza calcolatrice; con un pareggio si mette a dipendere dagli incastri, con una sconfitta rischia grosso.
Il problema è che l’Uruguay non ha dato segnali da squadra in controllo. Il 2-2 con Capo Verde è stato una botta: punizione subita, rimonta prima dell’intervallo con Araújo e Canobbio, poi nuovo pareggio con difesa e portiere tutt’altro che blindati. Prima ancora, l’1-1 con l’Arabia Saudita aveva mostrato una squadra lenta nel primo tempo e furiosa solo tardi, salvata da Maxi Araújo.
E qui arrivano le assenze che fanno rumore. Ronald Araújo è fuori o praticamente fuori per un problema al polpaccio: contro gli esterni spagnoli è come presentarsi a una rissa lasciando il casco a casa. Peggio ancora, manca Giorgian De Arrascaeta, il giocatore che poteva accendere una giocata tra le linee; senza di lui, l’Uruguay diventa più corsa, duello e strappo, ma meno invenzione.
La difesa balla, il nove è un rebus
La probabile formazione resta un bel frullatore: Muslera; Varela, Cáceres, Giménez o Sanabria, Olivera; Ugarte, Bentancur, Valverde; Canobbio, Viñas o Darwin Núñez, Maxi Araújo. Eurosport spingeva Sanabria e Viñas, mentre altre letture tengono vivi Giménez e Darwin: due scelte che cambiano peso, ritmo e rischio.
Giménez, se parte titolare, porta leadership e mestiere in area, ma arriva da un problema alla caviglia destra e senza vero ritmo nel torneo. Darwin invece darebbe profondità, caos, campo aperto; Viñas sembra più utile per pressione e presenza. Io lo dico secco: se l’Uruguay sbaglia il primo pressing, la sua linea dietro può finire stirata come una fisarmonica.
C’è anche il tema, delicatissimo, del piano partita. Bielsa ha detto che la Spagna peggiora quando ha meno palla e ha promesso battaglia su ogni metro, come riportato da Montevideo. Però alcune ricostruzioni di AS parlano di giocatori importanti più orientati a un blocco basso e ripartenze: se è vero, non è un dettaglio, è una crepa nel pavimento.
Spagna, niente gestione da signorini
La Spagna arriva più sana, più ordinata e con l’ultima immagine migliore: 4-0 all’Arabia Saudita, Lamine Yamal subito dentro la partita, Oyarzabal efficace nell’ultimo terzo e una circolazione finalmente riconoscibile. Il precedente 0-0 con Capo Verde resta l’avviso sul frigorifero: se gli esterni non spaccano e l’area è intasata, la Roja può diventare sterile.
De la Fuente però non ha mandato segnali da turnover morbido. Ha parlato di mantenere il blocco e ha respinto l’idea di giocare per il pareggio: Montevideo riporta il suo concetto chiarissimo, solo andare a vincere. La probabile base è Unai Simón; Pedro Porro, Cubarsí, Laporte, Cucurella; Rodri, Pedri, Dani Olmo; Lamine Yamal, Oyarzabal e uno tra Álex Baena e Nico Williams.
Quel ballottaggio Baena-Nico è gustoso. Baena dà controllo interno, Nico dà uno contro uno e strappi a sinistra, anche se è stato gestito dopo un problema muscolare pre-torneo. Pedri è pure sotto rischio squalifica in caso di ammonizione, quindi se la Spagna mette la partita sul binario giusto potremmo vederlo protetto nella ripresa.
Dove si spacca la partita
Il cuore del duello è brutale: Ugarte, Bentancur e Valverde devono sporcare Rodri, Pedri e Olmo prima che la Spagna trovi il terzo uomo. Se ci riescono, Maxi Araújo e Canobbio possono attaccare i canali e trasformare il match in una corrida di transizioni. Se non ci riescono, Lamine Yamal riceve fronte alla porta e lì, amici miei, iniziano i sudori freddi.
L’Uruguay ha urgenza, gambe e orgoglio, ma gli manca il raffinatore di gioco e perde un difensore d’élite come Ronald Araújo. La Spagna ha più soluzioni, una struttura più affidabile e non sembra intenzionata a regalare minuti o metri. Io mi aspetto una Celeste intensa, magari anche capace di segnare, ma costretta a vivere troppo a lungo sul filo.
Il mio verdetto: Spagna avanti di misura, dico 2-1, con Uruguay dentro la partita fino alla fine ma difficilmente abbastanza pulito per vincerla. E adesso tenete acceso il radar: più vicino al fischio d’inizio, le nostre IA pubblicheranno i loro pronostici su Uruguay-Spagna, e lì vedremo se i circuiti avranno il mio stesso fuoco o proveranno a sfidarmi.














