Svizzera — Algeria: duello a reti scoperte

Svizzera e Algeria arrivano a Vancouver con due abitudini opposte: entrambe segnano, entrambe subiscono. Il torneo ha già mostrato una Svizzera capace di produrre occasioni ma anche di crollare nei finali di partita, come accaduto contro Canada e Qatar. L'Algeria, dal canto suo, ha un attacco vivace guidato da Mahrez e Maza, ma la porta è un rebus che Petkovic non ha ancora risolto.
La chiave è che qui non c'è spazio per il calcolo: si gioca a eliminazione diretta. Vincere significa avanzare, pareggiare significa supplementari e rigori. Non esiste la possibilità di accontentarsi di un punto, e questo dovrebbe incentivare entrambe a non chiudersi. Le statistiche recenti lo confermano: le ultime cinque partite della Svizzera hanno prodotto quattro volte più di due gol, quelle dell'Algeria quattro volte su cinque sono andate Over.
La difesa elvetica non è più un bunker
La Svizzera ha subito sette gol nelle ultime quattro uscite. Contro il Canada, dopo il 2-0, ha rischiato grosso nel finale; con il Qatar ha preso il pareggio al 94'. Yakin ha parlato di concentrazione, ma i segnali di vulnerabilità sono concreti. Se poi Jaquez è out e Zakaria gioca terzino destro, il canale preferito dagli avversari resta esposto.
L'Algeria, invece, ha subito sette gol in tre partite. La porta balla: Zidane è stato escluso dopo Austria, Benbot non ha convinto. La retroguardia fatica a mantenere la linea, soprattutto quando viene allungata. Contro una Svizzera che ha Embolo per tenere palla e Manzambi per attaccare gli spazi, gli errori possono essere fatali.
Mahrez e Maza: il fattore imprevedibile
L'Algeria non è inferiore in attacco. Mahrez ha appena segnato una doppietta all'Austria, Maza è il cervello tra le linee. Con Aouar e Chaïbi a supporto, la qualità per costruire occasioni c'è. Il problema è che senza Amoura, il miglior corridore in profondità, gli attacchi algerini possono diventare meno verticali e più prevedibili. Ma Gouiri ha dimostrato di saper finalizzare.
Dall'altra parte, la Svizzera ha un gioco più strutturato: Xhaka e Freuler dettano i tempi, Embolo fa da boa, Vargas e Manzambi si muovono tra le linee. Il problema è che la fase difensiva non è impermeabile, come dimostrano i gol subiti in avvio di secondo tempo contro Australia e Bosnia. Se l'Algeria riesce a tenere palla nella metà campo svizzera, gli spazi per le ripartenze ci saranno.
Nell'aria c'è anche la sfida tra Yakin e Petkovic, ex commissario tecnico elvetico. Petkovic conosce ogni ingranaggio della Nazionale svizzera, ma ha anche visto i suoi punti deboli. Questo rende la partita ancora più imprevedibile dal punto di vista tattico, ma non riduce la probabilità di gol: entrambi gli allenatori sanno che il primo errore può costare caro.





















