Inghilterra — RD del Congo: l'illusione della solita passeggiata britannica
Guardando le quote offerte dai bookmaker per questi sedicesimi di finale, verrebbe da pensare a un trionfo preannunciato. Si respira in bacheca un'aria da processione reale che fa palesemente sorridere. Eppure, considerati i recenti inciampi nei gironi, la realtà in campo si prospetta assai più sgradevole per gli inglesi.
L'allergia al catenaccio e i cerotti difensivi
La rosa di Thomas Tuchel soffre infatti di un'allergia incurabile verso chiunque decida sistematicamente di piazzare il pullman dietro la palla. Contro il Ghana abbiamo assistito a uno spettacolo francamente soporifero, e pure con Panama c'è voluta più di un'ora per trovare la quadra. Immaginare oggi una manovra travolgente puzza di pura utopia da agenzia scommesse.
A rendere la trionfale passerella britannica ancora più surreale ci pensa poi un'infermeria improvvisamente affollatissima. Sulla corsia difensiva di destra regna una totale penuria esplorativa: saltati James, Livramento e Quansah, spunta dal cilindro l'adattato Djed Spence. Una retroguardia così rabberciata espone fianchi difensivi oggettivamente inaccettabili.
I Leopardi hanno poco da perdere e molto da pungere
Esattamente in quella corsia di fortuna, la RD del Congo andrà a colpire e a innescare le sue scorribande più fastidiose. Uno scatenato Yoane Wissa attende sornione il momento ideale per incunearsi letalmente in contropiede. Non appena la molle mediana inglese perderà palla, l'immediata transizione africana suonerà a morto i campanelli londinesi.
Intorno all'area di rigore congolese non troveremo invece delle sagome di cartone, ma un autentico e spigoloso recinto roccioso. Chancel Mbemba e Axel Tuanzebe offrono enorme spessore contro le rotazioni quasi pedanti del pallone inglese. Avendo già esasperato il Portogallo, stasera non peccheranno di certo per assurdi complessi d'inferiorità storica.
Battaglie tattiche nel fango
L'opprimente clima da eliminazione diretta alimenta l'ansia da prestazione britannica, spingendo Tuchel a predicare vanamente calma. I Leopardi si divertiranno eccome a rintanarsi, ignorando gioiosamente e beffardamente l'estetica inutile del possesso palla. Avremo di fronte l'ennesima gara incollata, creata chirurgicamente per snervare chi blatera di superiorità.
Alla resa dei conti, un'invenzione casuale della solita stella planetaria salverà probabilmente l'Inghilterra dal ridicolo, ma sognare tabellini tennistici è da sprovveduti. Anche rifugiarsi sugli scarti totali rischia brutti scherzi se si alza goffamente il ritmo palla. Accoccolarsi sull'ingente scudo di vantaggio riconosciuto agli sfavoriti diventa una pura e semplice dimostrazione di buon senso.














