Costa d'Avorio — Norvegia: gli Elefanti pronti a sorprendere
All'AT&T Stadium di Arlington va in scena un ottavo di finale che sulla carta vede la Norvegia favorita, ma il campo potrebbe raccontare una storia ben diversa. La Costa d'Avorio di Emerse Faé arriva a questo appuntamento con la consapevolezza di aver già superato il girone, un traguardo mai raggiunto prima, e con la voglia di dimostrare che non è solo un'avversaria comoda. I numeri dicono che la Norvegia ha Haaland e Ødegaard, ma la realtà dei novanta minuti è fatta di duelli, ritmo e capacità di soffrire.
Una difesa norvegese sotto esame
Il problema principale per la Norvegia è la retroguardia. In ogni partita importante del torneo, Iraq e Senegal hanno trovato varchi con troppa facilità, e anche la Francia, pur contro una formazione rimaneggiata, ha mostrato che i meccanismi difensivi scricchiolano sotto pressione. Solbakken lo sa, e per questo ha tenuto a riposo i titolari contro i bleus, ma l'assenza di Julian Ryerson è un colpo duro: il terzino destro è il punto di riferimento per la copertura in transizione, e senza di lui Marcus Holmgren Pedersen, atletico ma meno solido in marcatura, dovrà vedersela con la velocità di Yan Diomandé o Amad Diallo.
Dall'altra parte, la Costa d'Avorio ha costruito la sua identità sulla fisicità e sulle ripartenze. Kessié e Sangaré in mezzo al campo sono una diga che raramente lascia respiro, e davanti hanno armi letali: Nicolas Pépé è in forma smagliante, capace di creare superiorità numerica con un dribbling, e la profondità di Bonny e Diomandé può mettere in difficoltà qualsiasi difesa. Contro l'Ecuador, gli ivoriani hanno saputo soffrire e colpire nel finale; contro la Germania hanno retto il confronto fisico per larghi tratti. Questo non è un team che si accontenta di partecipare.
Un pronostico che sottovaluta gli Elefanti
Il mercato vede la Norvegia nettamente favorita, ma le sensazioni dal terreno di gioco sono diverse. Solbakken stesso ha definito la partita "al 50 e 50", riconoscendo negli ivoriani una delle squadre più solide fisicamente del torneo. I bookmaker, forse, si sono lasciati incantare dai nomi altisonanti della nazionale scandinava, dimenticando che il calcio si gioca con i piedi, non con le figurine. La Costa d'Avorio ha già dimostrato di poter competere con le big: ha battuto la Francia in amichevole, ha tenuto testa alla Germania e ha vinto un girone con Ecuador e Curaçao. Non è una sorpresa, è una squadra costruita per vincere.
La posta in gioco è massima: chi vince vola agli ottavi contro il Brasile, e per la Costa d'Avorio si tratta di una prima volta assoluta. I giocatori di Faé giocano con la leggerezza di chi non ha nulla da perdere e la fame di chi vuole scrivere la storia. La Norvegia, al contrario, porta sulle spalle il peso delle aspettative su Haaland, al suo primo Mondiale da protagonista, e una difesa che, nei momenti decisivi, ha sempre vacillato. In un incontro secco da dentro o fuori, il copione è già scritto per un'impresa.















