Giappone — Svezia: il vantaggio tattico dei Samurai Blu
Al Dallas Stadium, con il tetto chiuso e temperature ideali, va in scena uno scontro che vale la qualificazione agli ottavi. Il Giappone arriva da un 4-0 schiacciante contro la Tunisia e un 2-2 di carattere contro l'Olanda; la Svezia, dopo il 5-1 subito dagli stessi olandesi, cerca riscatto ma mostra crepe difensive profonde.
Il mercato quota la vittoria del Giappone a 2,233, un prezzo che sembra dimenticare quanto visto finora. I Samurai Blu hanno pressing organizzato, profondità della rosa e una chiara identità tattica. La Svezia, al contrario, è un cantiere aperto: Graham Potter cambia modulo e uomini, sposta Lindelöf a centrocampo e Gudmundsson al centro della difesa, mosse che profumano di rattoppo più che di soluzione.
Difesa svedese, un problema strutturale
La Svezia ha preso 5 reti dall'Olanda e 3 dalla Norvegia in due partite recenti: non sono incidenti isolati, ma il sintomo di una fragilità di fondo. La linea arretrata è lenta negli spostamenti e vulnerabile alle ripartenze veloci, esattamente ciò in cui eccelle il Giappone di Moriyasu.
Lindelöf in mezzo al campo può dare esperienza, ma toglie un difensore di livello in un reparto già traballante. Gudmundsson, terzino di professione, adattato centrale, rischia di soffrire i movimenti di Ayase Ueda, vero centravanti in forma smagliante dopo la doppietta alla Tunisia.
Il Giappone non si fa prendere dalla fretta
Moriyasù ha ripetuto più volte che la priorità è vincere senza perdere equilibrio. Contro la Tunisia, la squadra ha gestito il vantaggio con maturità, colpendo in ripartenza e chiudendo ogni varco. Senza Kubo e Mitoma, la produzione offensiva è più collettiva che individuale, ma proprio questa coralità rende il Giappone difficile da leggere.
Kamada tra le linee, Doan e Ito sugli esterni, Nakamura a tagliare dentro: sono tante le fonti di pericolo per una difesa svedese che fatica a mantenere la posizione. La Svezia, dal canto suo, fa affidamento sulla coppia Isak-Gyökeres, due attaccanti di livello mondiale, ma senza un centrocampo che li alimenti rischiano di restare isolati.
Motivazioni e contesto
Il Giappone è già virtualmente qualificato con 4 punti, ma vuole il primo posto nel girone per evitare un percorso più duro. La Svezia, a 3 punti, deve vincere per non dipendere da altri risultati. Questa necessità potrebbe spingerla a scoprirsi, aprendo spazi che il Giappone, con le sue transizioni rapide, può punire.
Tuttavia, Potter non sembra intenzionato a giocare a viso aperto: la volontà di difendere meglio, espressa chiaramente in conferenza, lascia presagire un approccio prudente, in contrasto con l'urgenza di fare risultato. Un paradosso che potrebbe favorire il Giappone, abituato a gestire partite chiuse con pazienza.














