Qatar — Svizzera: handicap asiatico da non sottovalutare
Il debutto del Qatar a questo Mondiale 2026 si presenta con un pronostico netto a favore della Svizzera, eppure a guardare bene la forbice di gioco sembra meno larga di quanto il mercato lasci intendere. Il Handicap (Qatar) +1,5 a quota 2,334 è una di quelle scommesse che il bookmaker regala perché si ferma alla superficie: nome altisonante contro squadra minore, e via. Ma il pallone, si sa, ragiona diversamente.
Lopetegui ha costruito un muro
Da quando Julen Lopetegui siede sulla panchina del Qatar, la nazionale asiatica ha cambiato pelle. Non più la banda allegra e disorganizzata che subiva rovesci a raffica, ma un gruppo che sa stare in campo con ordine e pragmatismo. Le ultime uscite lo confermano: lo 0–0 con El Salvador non è stato un passo falso, ma il frutto di una fase difensiva compatta, con i reparti che si muovono all'unisono e lasciano pochissimi spazi tra le linee. Anche nella sconfitta 1–0 contro l'Irlanda, il Qatar ha concesso un solo gol — su calcio d'angolo — e ha retto fisicamente contro una squadra europea di buon livello. Il segreto? Lopetegui ha trasmesso l'idea che ‘competere’ è la priorità, non fare la partita a viso aperto. E questa mentalità, in un esordio mondiale, vale oro.
Non solo: il Qatar non ha assenze pesanti per infortunio, e anche il dubbio Almoez Ali — reduce da un'annata travagliata — non è un dramma. Se non parte titolare, lo sostituisce Abdurisag, che garantisce più corsa e movimenti laterali. E Akram Afif resta il talento capace di accendere la partita da un momento all'altro. La squadra non si nasconde, ma sa che il suo obiettivo è restare aggrappata al match il più a lungo possibile.
E la Svizzera ha le sue ombre
La Svizzera arriva da un test non esaltante contro l'Australia (1–1) e con qualche crepa nel reparto offensivo. Breel Embolo ha avuto un ritardo nei visti e non ha giocato l'amichevole di San Diego: Yakin ha detto chiaro che dopo cinque giorni senza allenamento non aveva senso buttarlo in campo. La sua condizione atletica è un'incognita. Ruben Vargas ha avuto fastidi muscolari ed è stato tenuto a riposo precauzionale. Se i due non partono titolari, l'attacco elvetico perde mordente: Ndoye è l'unico che sembra in palla, ma da solo non basta a scardinare una difesa bassa e ben organizzata.
Il centrocampo, con Xhaka e Freuler, garantisce controllo, ma non è costruito per frantumare blocchi compatti con folate improvvise. La Svizzera farà possesso palla, allargherà il gioco, proverà a trovare gli spazi. Ma se il Qatar tiene lo 0–0 fino all'intervallo — e a Santa Clara, con caldo e umidità, il ritmo cala inevitabilmente — allora la partita può diventare nervosa. La Nazionale rossocrociata ha il talento per vincere, ma per farlo con due o più gol di scarto serve una superiorità schiacciante che al momento, per preparazione e alchimia offensiva, non sembra così netta.
Attenzione anche al fattore orario: le 21:00 CEST (13 giugno 2026, 21:00 CEST) in California sono le 12:00 locali, con temperature che possono superare i 30°C. Il caldo è un alleato del difensore: rallenta le transizioni, favorisce le squadre che sanno gestire il fiato. E il Qatar di Lopetegui in questo è maestra.








