Uruguay — Capo Verde: il muro di Capo Verde sfida l'attacco celeste
La partita decisiva del Gruppo H mette di fronte un Uruguay sotto pressione e una Capo Verde piena di fiducia. Dopo il pari con l'Arabia Saudita, la Celeste deve assolutamente vincere per non complicarsi la vita in vista dello scontro con la Spagna. Dall'altra parte, gli Azzurri di Bubista sanno che un altro pareggio li terrebbe in piena corsa, e dopo lo 0-0 con la Spagna credono di poter ripetere l'impresa.
L'attacco celeste in affanno
Il nodo centrale è la difficoltà dell'Uruguay a sfondare blocchi bassi e compatti. Contro l'Arabia Saudita, nonostante il 66,8% di possesso e 27 tiri, la squadra di Bielsa ha prodotto un solo gol, frutto di una seconda palla dopo un calcio d'angolo. L'assenza di Giorgian de Arrascaeta, l'unico costruttore di gioco naturale, si fa sentire: manca la giocata finale tra le linee.
Per questa partita, Bielsa ha cambiato assetto: niente doppia punta, ma un 4-3-3 con Canobbio largo a destra e Viñas unico riferimento. Darwin Núñez, grande assente in panchina, è stato sacrificato per dare più ampiezza. Tuttavia, la mancanza di un finalizzatore puro e la lentezza nel giro palla potrebbero riproporre gli stessi problemi visti col blocco arabo.
Capo Verde, la diga che ha fermato la Spagna
Capo Verde, dal canto suo, ha appena dimostrato di saper neutralizzare un attacco di livello mondiale. La Spagna, pur con tutto il suo palleggio, non ha mai trovato varchi nel 4-1-4-1 ordinato degli isolani, con Vozinha decisivo tra i pali. La difesa con Diney Borges e Pico Lopes ha retto bene, e il centrocampo ha lavorato per chiudere le linee di passaggio.
Il caldo umido di Miami Gardens potrebbe ulteriormente rallentare il ritmo, favorendo la difesa e penalizzando la costruzione rapida. Uruguay e Capo Verde hanno entrambe speso molte energie nelle prime partite, ma la squadra di Bielsa sembra ancora in fase di rodaggio, mentre Capo Verde ha un'identità difensiva chiara.
Tutti gli ingredienti puntano verso una partita con pochi gol. L'Under 2,5, offerto a 1,722, riflette meglio le reali probabilità rispetto a quanto il bookmaker abbia valutato il potenziale offensivo dell'Uruguay. La quota è ancora alta perché il mercato presume che la classe celeste prima o poi sbuchi fuori, ma i fatti recenti dicono il contrario.














