Uruguay — Capo Verde: il muro che smentisce il pronostico facile
Il consenso dà per scontato che Uruguay travolga Capo Verde. In realtà le ultime uscite della Celeste raccontano un attacco lento, poco incisivo contro le difese basse e privo del tocco finale di De Arrascaeta.
Cape Verde arriva da un pareggio ordinato contro la Spagna: stesso schema, stessa fiducia. Il loro mediano compatto e la forma di Vozinha trasformano ogni cross laterale uruguayano in un duello aereo di seconda palla che la Celeste non vince da tempo.
La trappola del possesso sterile
Bielsa ha cambiato modulo dopo il primo tempo contro l’Arabia Saudita, ma il problema resta centrale. Senza De Arrascaeta la circolazione laterale è più lenta e i cross finiscono spesso tra i piedi dei centrali di Capo Verde.
Le assenze di Araujo e Giménez in difesa non cambiano il quadro: la partita si gioca tutta nella metà campo di Capo Verde, dove il tempo e il caldo di Miami giocano a favore del blocco basso.
Perché l’Over è sopravvalutato
Il mercato prezza l’Over 2,5 come se Uruguay fosse ancora la squadra che segnava in transizione con Núñez al centro. Oggi Núñez parte dalla panchina e l’undici titolare cerca ampiezza proprio perché il centro è affollato.
Capo Verde non ha rotazioni, ha tutti disponibili e la motivazione di chi ha già strappato un punto alla Spagna. La loro organizzazione difensiva resta intatta e costringe Uruguay a tentativi ripetuti che raramente diventano occasioni pulite.
Il risultato più probabile resta 1-0 o 1-1. L’Under 2,5 a 1,722 cattura esattamente questo scenario: Uruguay domina il pallone ma non lo trasforma in gol sufficienti.














