Germania – Costa d’Avorio: il mercato sottovaluta gli ivoriani
Il 7-1 della Germania contro Curaçao ha fatto scalpore, ma i bookmaker hanno sbagliato a proiettare quella prestazione come metro per il secondo turno del Gruppo E. I tedeschi hanno incontrato una delle squadre più deboli del torneo, mentre ora li attende una Costa d’Avorio solida, esperta e reduce da vittorie di prestigio contro Ecuador e Francia. La differenza di livello è abissale, e il mercato l'ha ignorata.
Il bluff del 7-1
Quel risultato ha distorto la percezione collettiva. La Germania è stata efficace nella finalizzazione, ma ha anche mostrato fragilità difensive: il gol subito da Curaçao su un'azione in transizione ha ricordato quanto visto nelle amichevoli con Svizzera e Stati Uniti. Contro una squadra che pressa meno, i tedeschi possono permettersi sbavature, ma la Costa d’Avorio è costruita per punire ogni errore.
Difesa di ferro e contropiede letale
Gli ivoriani hanno mantenuto la porta inviolata contro l’Ecuador, nonostante i molteplici tiri avversari, e hanno mostrato un blocco basso molto organizzato. La linea difensiva, anche in assenza di Ndicka e Kossounou, ha retto bene grazie a Singo, Agbadou e Doué. In attacco, giocatori come Amad Diallo, Yan Diomandé e Nicolas Pépé sono perfetti per colpire in ripartenza, sfruttando la tendenza della Germania a spingersi in avanti con i terzini.
Le vulnerabilità tedesche
Nagelsmann ha confermato l’undici titolare, segno di fiducia, ma il meccanismo di copertura sulla destra con Kimmich e Sané è ancora in rodaggio. I cronisti tedeschi hanno sottolineato come Sané debba spesso arretrare per proteggere il lato, sacrificando la spinta offensiva. La difesa non è impermeabile, e un singolo errore di posizionamento potrebbe aprire varchi agli attaccanti ivoriani.
Motivazioni e contesto
Entrambe le squadre hanno vinto all’esordio e sanno che un successo varrebbe la qualificazione quasi certa agli ottavi. La Costa d’Avorio non viene per difendere il pari, ma per vincere, come ha dichiarato il ct Faé. La Germania, invece, ha l’obbligo di non ripetere gli errori dei passati Mondiali, ma la pressione potrebbe giocare a favore degli ospiti, più sciolti e abituati a gestire partite chiuse.














