Turchia — Paraguay: dove il mercato sottovaluta il crollo difensivo
Il consensus vede una Turchia ancora scossa dalla sconfitta con l’Australia e un Paraguay capace di chiudersi in un blocco fisico. È proprio qui che il ragionamento del mercato si inceppa: quel Paraguay non esiste più.
Contro gli Stati Uniti la retroguardia di Alfaro ha perso riferimenti dopo il gol iniziale, ha concesso spazi centrali e non ha recuperato velocità. La stessa struttura che dovrebbe resistere alla Turchia è già stata forzata a spostarsi lateralmente e a scoprire le corsie.
La Turchia ha gli strumenti per aprire gli spazi
Güler, Çalhanoğlu e Kökçü non devono forzare il gioco come contro l’Australia. Possono contare su larghezza dai terzini e su inserimenti tra le linee che il Paraguay di questi giorni fatica a coprire. La necessità di vincere due finali consecutive spinge Montella a premere subito, non a gestire.
Il dubbio su Yıldız è secondario: anche se limitato, la qualità di Güler e Çalhanoğlu basta a creare superiorità numerica nel mezzo. Il Paraguay, invece, deve ricostruire compattezza in pochi giorni e probabilmente con qualche cambio forzato.
Il contro-piano di Alfaro arriva troppo tardi
Alfaro cercherà di comprimere il centro e di usare Enciso e Almirón in contropiede. Ma la Turchia ha già mostrato di saper gestire il possesso senza esporsi ai transizioni se non commette errori di posizionamento. Il Paraguay post-USA non ha più la stessa rapidità di chiusura.
Il mercato ha prezzato la Turchia come squadra che “deve ancora dimostrare”, ma ha dimenticato che il vero test è contro una difesa che ha già perso i riferimenti. La correzione arriverà solo dopo, non prima della partita.













