Scozia — Marocco: la partita chiusa che vale l'Under
Il Mondiale 2026 entra nel vivo e il Gruppo C ci regala una sfida dagli incastri tattici affascinanti. La Scozia, forte dei tre punti conquistati all’esordio, non ha alcuna fretta di scoprirsi: un pareggio la metterebbe in una posizione comoda prima dell’ultima giornata. Dall’altra parte il Marocco deve vincere per non complicarsi la vita, ma la squadra di Ouahbi ha mostrato qualche limite nel sfondare linee difensive ben organizzate, come già visto nel secondo tempo contro il Brasile.
Una Scozia che non vuole scoprirsi
Steve Clarke ha capito la lezione: dopo un 4-4-2 troppo esposto contro Haiti, i pundit locali sono unanimi nel prevedere un cambio di modulo. Le prove generali parlano di un 3-4-2-1 con Tierney come terzo centrale, e Christie aggiunto in mezzo al campo per tenere palla e spezzare le trame avversarie. Senza Billy Gilmour, la circolazione è meno fluida, ma la priorità è chiudere gli spazi centrali dove Ounahi e Brahim Díaz fanno più male.
Robertson e Hickey avranno il compito di limitare la spinta di Hakimi e Mazraoui, mentre McTominay e McGinn resteranno pronti a ripartire in contropiede. L’attacco si affiderà alla fisicità di Adams e ai movimenti di Gannon-Doak: niente possesso sterile, ma verticalità e palle inattive. E proprio sui calci piazzati la Scozia può trovare un vantaggio, visto che il Marocco ha perso Aguerd, leader difensivo e uomo chiave nelle marcature preventive.
Marocco, qualità ma poche bocche da fuoco
La squadra di Ouahbi ha impressionato per mezz’ora col Brasile, con un calcio aggressivo e concreto che ha portato al gol di Saibari. Ma dopo l’1-1, la pressione brasiliana ha messo in luce una certa difficoltà a mantenere compattezza per tutti i 90 minuti. In più, l’assenza di Abde Ezzalzouli toglie l’uno-contro-uno sulla sinistra e una pericolosa opzione in transizione: Brahim Díaz e El Khannouss dovranno inventarsi qualcosa da dentro l’area, ma la difesa scozzese si prepara a difendere in blocco basso.
Il dato chiave è che entrambe le partite d’esordio sono state a basso punteggio: Scozia-Haiti 1-0 con un rigore deviato, Brasile-Marocco 1-1 con un guizzo di Vinícius dopo un primo tempo dominato. Due gare che hanno prodotto pochi tiri in porta e nessuna valanga di gol. La logica del torneo – dove il primo match condiziona le strategie – porta a pensare che anche questa sfida resti avara di emozioni sotto porta.
Il Marocco dovrà fare la partita, ma contro una Scozia che si chiuderà con 5 uomini in difesa e Christie a schermare la trequarti, lo spazio per le conclusioni pulite sarà ridotto. La sostituzione di Aguerd indebolisce la pericolosità offensiva sui corner, mentre la mancanza di Abde limita le opzioni di dribbling largo. Il gol potrebbe arrivare da un episodio, ma due o più reti sembrano lontane dalla dinamica reale della partita.














