Belgio — Egitto: l'Under 2,5 ha senso in apertura
Il mondiale 2026 si apre per Belgio ed Egitto con un girone G che promette equilibrio. I diavoli rossi partono favoriti, ma la realtà del campo potrebbe essere meno spettacolare di quanto i bookmaker immaginino. La chiave? Un attacco belga senza il suo terminale naturale e una difesa da assemblare al volo. Dall'altra parte, l'Egitto di Hossam Hassan non è la classica comparsa: ha dimostrato di saper tenere botta contro grandi squadre, e in una partita d'esordio la tensione gioca un ruolo importante.
Un Belgio incompleto, un attacco da reinventare
Che Romelu Lukaku non parta titolare è un dettaglio che cambia molto. Il centravanti dell'Inter è il punto di riferimento in area, quello che tiene alta la squadra, che fa salire il baricentro e trasforma i cross in pericolo. Al suo posto, Garcia ha scelto De Ketelaere: più mobile, meno fisico, capace di legare il gioco ma non di fare da boa contro una difesa compatta. Senza Lukaku, il Belgio perde quella presenza che spacca le partite, e contro un Egitto che sa chiudersi, rischia di diventare prevedibile.
Inoltre, l'assenza di Zeno Debast costringe a una coppia centrale inedita: Ngoy con Theate o Mechele. Roba da rodaggio, non da partita vera. Contro Salah e Marmoush in transizione, ogni indecisione può costare cara. E allora meglio non scoprirsi troppo, tenere i ritmi più bassi, evitare rischi inutili. Garcia lo sa: «L'Egitto è forte, ha Salah e Marmoush», ha detto in conferenza. Attenzione e gestione, non assalto frontale.
Egitto: una difesa che ha già superato esami importanti
L'Egitto arriva da un pareggio a reti bianche con la Spagna e da una sconfitta di misura col Brasile (2-1). In entrambe le partite ha dimostrato di saper soffrire senza crollare. La linea difensiva, con Yasser Ibrahim e Ramy Rabia (o Hamdy Fathy), è esperta e ben organizzata. Il centrocampo a tre – Attia, Lasheen, Ashour – lavora per proteggere la retroguardia e lanciare ripartenze veloci. Salah e Marmoush sono micce pronte, ma per accendersi serve spazio, e il Belgio non glielo regalerà facilmente.
La mancanza di un centravanti puro (Mostafa Mohamed è fuori dalla rosa) potrebbe limitare l'Egitto nel possesso prolungato, ma esalta la loro verticalità. Il problema è che per segnare devono osare, e osare contro Courtois è sempre un rischio. Molto più probabile che la partita resti bloccata, con poche occasioni da una parte e dall'altra, specie nel primo tempo.
Il contesto da girone di apertura
In un mondiale, la prima partita ha sempre un sapore speciale. Si gioca con la testa più che con le gambe, la prudenza prende il sopravvento, le squadre temono più di perdere che di vincere. Belgio ed Egitto sanno che un risultato positivo in apertura può indirizzare tutto il girone. I diavoli rossi vogliono prendersi il comando, ma senza strafare; gli egiziani sanno che un punto sarebbe d'oro, e si preparano a difenderlo con i denti.
I precedenti recenti non sono incoraggianti per gli amanti del gol: il Belgio ha faticato contro blocchi chiusi (0-0 con la Macedonia del Nord), mentre l'Egitto ha tenuto la porta inviolata contro la Spagna. La somma di questi fattori porta a un Under 2,5 che il mercato ha valutato quasi come un cinquantina-cinquanta, ma che secondo me nasconde un vantaggio.








