Francia — Inghilterra: angolo breve del pronostico

Chi liquida la finale per il terzo posto come una formalità farebbe bene a rileggere le parole di Deschamps: «non è un'amichevole», e nel suo ultimo match sulla panchina francese non ci sono «parrucchieri». Il 18 luglio 2026, alle 23:00 CEST, all'Hard Rock Stadium di Miami, si gioca per qualcosa di concreto.
La Francia ruota, certo, ma con criterio. Maignan, Konaté e Theo Hernandez restano al loro posto, e soprattutto c'è Mbappé, disponibile e con una corsa alla Scarpa d'Oro tutta personale da coltivare. Un congedo dignitoso per il commissario tecnico e un capitano affamato di gol: la motivazione francese ha nomi e cognomi.
Un'Inghilterra a corto di fiato e di equilibri
Il quadro inglese è meno sereno. Declan Rice, tra malanni e acciacchi accumulati, dovrebbe essere risparmiato: senza di lui il centrocampo perde schermatura, recuperi e copertura. Reece James difficilmente ci sarà, e la fascia destra tocca a Quansah, adattato al ruolo.
Ed è proprio lì che punta l'arma migliore dei Bleus: il mezzo spazio sinistro, dove Mbappé e Theo Hernandez lavorano in coppia da anni. Un difensore centrale spostato sulla corsia contro quella combinazione è un compito che non si augura a nessuno, tantomeno in una serata umida di Miami.
C'è poi la questione fisica. L'Inghilterra ha un giorno di riposo in meno, i supplementari contro la Norvegia ancora nelle gambe e la ferita di una semifinale persa oltre il novantesimo contro l'Argentina. Certe delusioni non si smaltiscono in tre giorni, per quanto professionale sia la preparazione promessa da Tuchel.
Dove il banco ha calcato la mano sbagliata
La lavagna vede la Francia favorita, ma non abbastanza. La somma degli elementi — assenze inglesi nelle zone nevralgiche, asimmetria di recupero, motivazioni francesi concrete contro motivazioni inglesi più cerebrali — pende con maggiore decisione verso i Bleus di quanto suggerisca il prezzo.
Le alternative convincono meno. Chiedere due gol di scarto a una squadra rimaneggiata e priva di Saliba dietro è pretendere troppo; puntare sui gol abbondanti, con 29-32 gradi e umidità oltre il 70 per cento, è un atto di fede senza fondamento. La vittoria secca è la via più pulita.
Kane, Bellingham e Saka restano avversari da rispettare, sia chiaro: l'Inghilterra ha campioni capaci di ribaltare qualsiasi pomeriggio. Ma il loro torneo è stato una collezione di salvataggi in extremis, e stavolta le riserve di energia potrebbero non bastare.
















