Messico — Inghilterra: all'Azteca vince chi non sbaglia, e i gol scarseggiano

Ci sono partite che il pallone stesso sembra voler tenere serrate, e questo ottavo di finale all'Azteca ha tutta l'aria di appartenere alla categoria. Il mercato la legge come una sfida aperta, quasi un lancio di moneta con un pizzico di blasone inglese.
La realtà, però, racconta un'altra storia: due squadre che hanno costruito il loro cammino sulla prudenza, non sulle sparatorie a cielo aperto.
Un'Inghilterra brillante solo a intermittenza
Gli uomini di Tuchel sanno essere letali, ma solo a sprazzi. Contro chi si chiude bene, invece, si inceppano con imbarazzante regolarità.
Lo 0-0 col Ghana e l'ora di sofferenza contro Panama sono due tessere che compongono lo stesso mosaico: quando le linee si compattano, l'Inghilterra fatica a trovare il varco centrale. E il Messico, in casa, sa esattamente come compattarsi.
C'è poi il celebre rebus del terzino destro, che Tuchel continua a rimestare come un cuoco nervoso davanti alla stessa pentola. Un'incertezza in più in una serata che di certezze ne concede poche.
Il Messico che difende e non concede
La squadra di Aguirre è arrivata fin qui con disciplina quasi monastica: quattro partite, nessun gol subito e una base difensiva conservatrice che è diventata la sua firma. Vittorie corte, 1-0 e 2-0, gestite con nervi saldi.
Il piano è chiaro anche stavolta: partire forte cavalcando il pubblico, ma senza mai aprirsi alle ripartenze inglesi. Nessuno qui ha voglia di trasformare un ottavo di finale in una festa di gol.
L'Azteca e i suoi complici invisibili
A 2.200 metri d'altitudine, l'aria è un avversario in più che l'Inghilterra non può addomesticare in pochi giorni. Tuchel stesso lo ammette: non ci si adatta in una manciata di allenamenti.
La quota tende a spegnere i ritmi nel finale, proprio quando le partite si aprirebbero. Aggiungete il rischio di temporali e interruzioni, e avrete la ricetta perfetta per un match spezzettato e cauto.
Con due allenatori più preoccupati di non perdere che di segnare, e una posta in palio pesantissima — i quarti che il Messico insegue dal 1986 — questa è esattamente la gara che si strozza, non si spalanca.


















