Brasile — Giappone: l'arte della difesa
L'ottavo di finale tra Brasile e Giappone presenta un quadro tattico che, a mio avviso, i bookmaker non hanno valutato appieno. Sono due nazionali che arrivano con tre partite senza sconfitte, ma il contesto di un’eliminazione diretta cambia tutto. Il mercato scommette su una partita aperta, ma i dettagli suggeriscono il contrario.
Brasile: la difesa ritrovata
Dopo il pareggio iniziale col Marocco, Ancelotti ha trovato l’assetto giusto. Nelle due vittorie contro Haiti e Scozia il Brasile ha tenuto la porta inviolata, concedendo pochissimo agli avversari. La linea difensiva con Marquinhos e Gabriel Magalhães è solida, e il centrocampo con Casemiro e Bruno Guimarães protegge con intelligenza. In più, Neymar parte dalla panchina: non è un titolare, il che significa meno rischi in fase di possesso e più equilibrio.
Il Brasile ha capito che per vincere il Mondiale non serve strafare. Contro una squadra organizzata come il Giappone, la gestione del pallone sarà fondamentale. Ancelotti ha parlato di “finale” e di prepararsi ai supplementari: non un approccio da goleada, ma da partita di controllo.
Giappone: organizzazione e assenze chiave
Il Giappone di Moriyasu ha mostrato grande solidità nel girone: ha pareggiato con l'Olanda, travolto la Tunisia e retto lo 0-0 con la Svezia fino al gol di Maeda. La perdita di Kubo è un colpo duro per la creatività: senza di lui, la manovra offensiva diventa più verticale e meno raffinata. La squadra farà affidamento sulle transizioni veloci, con Doan e Ito sulle fasce, ma il Brasile ha un centrocampo che sa spezzare il gioco.
La linea difensiva a cinque, con Tomiyasu pronto a marcare Vinícius, ridurrà gli spazi. Il Giappone non verrà a scoprirsi: il piano è assorbire e ripartire. In un match secco, la priorità è non prenderle, e Moriyasu lo sa. I nipponici hanno il vantaggio di aver già giocato partite di questo tipo, come contro l'Olanda, e di aver sempre segnato, ma la qualità delle occasioni sarà limitata.
Il contesto da dentro o fuori
Nelle gare a eliminazione diretta, le squadre tendono a essere più caute. Con posta in palio così alta, sia il Brasile che il Giappone eviteranno rischi inutili. Il Brasile ha dalla sua l'esperienza e i singoli, ma Ancelotti è un tecnico che predilige il possesso paziente. Il Giappone, dal canto suo, ha dimostrato di saper soffrire e colpire in ripartenza. Non mi aspetto un forcing forsennato da parte di nessuna delle due.
La quota di 1,75 per l'Under 2,5 è interessante perché il mercato dell'Over 2,5 è sopravalutato. Le difese sono in palla, le assenze offensive (Raphinha e Kubo) pesano, e il copione tattico suggerisce una partita di pochi gol. Probabile un 1-0 o un 2-0, al massimo. Anche un 1-1 non sarebbe sorprendente, ma tre gol mi sembrano troppi.














