Colombia — RD del Congo: il mercato sogna il carnevale ma troverà l'autobus parcheggiato.
Gli scommettitori della domenica sono creature meravigliose e terribilmente prevedibili. Leggono un comodo tabellino che recita tre reti segnate all'Uzbekistan, ci aggiungono le finte ubriacanti di Luis Díaz, e improvvisamente si convincono che assisteremo a un'esibizione da circo. Il mercato sta sopravvalutando in maniera quasi comica il potenziale di spettacolo in questo specifico contesto tecnico.
Sono tutti pronti a puntare i propri risparmi su una fiera del gol, convinti che i talenti di Néstor Lorenzo abbiano la strada spianata. Stanno semplicemente ignorando che dall'altra parte del campo non c'è una banda di sprovveduti, ma un blocco di granito che non fa sconti a nessuno.
Il lucchetto a cinque mandate che ha frustrato i lusitani
Chiunque abbia liquidato come un puro caso il recente pareggio africano contro il Portogallo, molto probabilmente, non ha guardato la partita. La squadra di Sébastien Desabre si difende con un cinico e rigidissimo 5-3-2 che intasa ogni singola linea di passaggio immaginabile, costringendo avversari ben più quotati a un possesso palla periferico e totalmente sterile.
Il duello chiave sulla fascia espone in pieno tutta l'ingenuità delle aspettative pubbliche. L'illusione che Díaz possa semplicemente danzare fino alla porta si scontrerà violentemente contro la marcatura di Aaron Wan-Bissaka, un terzino che ha costruito la sua carriera sull'arte di mettere in catene le ali più veloci del mondo.
Più che a una partita di calcio a ritmi folli, la manovra della Colombia assomiglierà al faticoso tentativo di scassinare una porta blindata usando un cucchiaino. L'impianto tattico congolese è spigoloso, estremamente compatto e si rifiuta categoricamente di farsi trascinare fuori dalla propria comfort zone difensiva.
La paura delle ripartenze congolesi esige prudenza
Il commissario tecnico colombiano non è uno sprovveduto ed è il primo a voler evitare un copione fatto di caos e ribaltamenti di fronte. Lorenzo ha esplicitamente chiesto ai suoi giocatori di usare la "testa fredda", invitandoli alla calma e alla circolazione di palla paziente per non prestare il fianco alle armi migliori degli avversari.
I sudamericani sanno perfettamente che scoprirsi in massa e attaccare a testa bassa significherebbe innescare le transizioni velenose della coppia formata da Yoane Wissa e Cédric Bakambu. Nessuno dei due schieramenti ha il minimo interesse tecnico ad alzare il ritmo forsennatamente e trasformare la serata messicana in un rodeo disordinato.














