Belgio — Iran: senza Doku è previsto solo un soporifero possesso palla
I quotisti hanno questo vizio meraviglioso: leggono un paio di nomi altisonanti sulla distinta belga, buttano un occhio al rutilante 2-2 dell'Iran contro la Nuova Zelanda e iniziano a stampare biglietti per la giostra del gol. Peccato che stiano vendendo un'illusione ottica basata sull'inerzia dei ricordi e non sulla realtà del campo.
La situazione nel Gruppo G, con tutte le squadre bloccate a quota un punto dopo i pareggi della prima giornata, suggerirebbe forse prudenza, ma il mercato dei gol sembra non essersene accorto. Ignora allegramente che l'effettiva configurazione tattica di questa partita urla noia da ogni singolo poro.
L'attacco spuntato e il tiki-taka orizzontale
Il Belgio può aver anche rimesso in campo Romelu Lukaku dal primo minuto, ma la vera doccia fredda per chi spera nello spettacolo è l'assenza di Jérémy Doku. Il giocatore è fuori per un'infezione alle vie respiratorie, e con lui se ne va anche l'unico vero elemento in grado di creare il panico nell'uno contro uno.
Senza la sua ala più esplosiva a scardinare le linee, la manovra offensiva di mister Garcia si trasforma in qualcosa che i secchioni della lavagna tattica chiamano educatamente "gioco metodico". Per tutti gli altri, significa una dolorosa e infinita sequenza di passaggi orizzontali e lenti cambi di gioco.
De Bruyne e Trossard si ritroveranno a far girare il pallone sul perimetro come in una di quelle sessioni di allenamento con la partitella a metà campo. Prevedo un giro palla sterile, con cross leggibili che una difesa schierata e attenta non farà alcuna fatica a sventare.
Un pullman blindato dopo il tour de force
Se vi aspettate che l'Iran si presti a fare da vittima sacrificale in campo aperto, vi sbagliate di grosso. Il commissario tecnico Ghalenoei ha rivisto gli orrori difensivi concessi all'esordio e ha deciso, con grande lucidità, di tirare drasticamente il freno a mano.
Aggiungete al quadro tattico una logistica transfrontaliera ai limiti del punitivo. I giocatori iraniani si sono dovuti spostare frettolosamente dopo la prima gara, accumulando stanchezza e saltando preziose sedute di recupero. La risposta fisiologica a questo stress logistico non è l'attacco all'arma bianca.
Ghalenoei schiererà un impenitente e massiccio 5-4-1 da puro istinto di sopravvivenza. Tre difensori centrali piantati nell'area di rigore come guardiani del tempio, con il solo obiettivo di togliere letteralmente l'ossigeno alle combinazioni centrali del Belgio. Lasceranno i diavoli rossi palleggiare a distanza di sicurezza per tutto il tempo che vorranno.
Prendere la vittoria di un Belgio sterile a 1,44 è roba per chi si accontenta delle briciole, e sperare in un successo largo contro questo muro umano è pura fantascienza tattica.














