Portogallo — RD del Congo: i bookmaker sognano lo show, ma trionferà la noia
Guardando le quote proposte dai signori del banco, sembra che là fuori qualcuno sia sinceramente convinto che questa non sia la severa partita inaugurale di un Mondiale, ma una scanzonata esibizione estiva. I bookmaker, ammaliati dalla scintillante collezione di figurine dell'attacco lusitano, si immaginano già una valanga inarrestabile di reti.
Dimenticano, però, un dettaglio piuttosto seccante nella composizione delle quote: le partite si giocano su veri manti erbosi, non impugnando un joypad alla difficoltà minima. La sete di goleade del mercato ignora brutalmente le condizioni reali in cui si disputerà questo malcapitato scontro.
L'illusione dello spettacolo a stelle e strisce
Siamo a Houston, signori. Un clima umido e opprimente che solitamente schiaccia e prosciuga le energie di chiunque proverà a fare due scatti più del dovuto. Pensate davvero che i portoghesi abbiano voglia di correre forsennatamente sventolando le sciabole sotto questo sole implacabile?
L'obiettivo di Roberto Martínez non è certo quello di far divertire il pubblico neutrale sugli spalti, ma di portare a casa il risultato sudando il meno possibile. Non appena incamerato un fisiologico vantaggio formale, scatterà inesorabile la cara e vecchia gestione letargica del possesso palla ai fini conservativi.
A questo quadretto pragmatico va aggiunta l'assenza per nulla banale di Rúben Dias al centro della difesa. Senza il loro collaudato vigile urbano là dietro, il Portogallo terrà il baricentro cauto. Buttarsi in avanti alla cieca regalerebbe solo contropiedi gratuiti, un lusso che nessuno vuole concedere.
Il muro di gomma di Desabre
Dall'altra parte del campo troviamo una Repubblica Democratica del Congo che non ha alcun senso dell'umorismo quando difende la propria trequarti. La truppa di Sébastien Desabre sa benissimo come rovinare la festa a chi cerca spazi aperti, erigendo un doppio binario difensivo rognoso ed efficace.
Questi ragazzi sono veri e propri maestri nell'arte di far scorrere i minuti a vuoto, triturando le speranze altrui in paludi tattiche insuperabili. Lo hanno dimostrato brillantemente di recente, incartando persino la scorbutica Danimarca in un comodo e soporifero pareggio a reti inviolate.
Alla loro prima apparizione in un palcoscenico globale dal lontano settantaquattro, i congolesi non commetteranno l'infantile errore di esporsi al tiro a bersaglio. Si piazzeranno belli rannicchiati, pronti a vivere di trincea, fisicità e speculazione totale sulle offensive altrui.
L'abbaglio clamoroso delle quote
Il mercato, proponendo quote spropositate per un accenno di normalità, ci sta letteralmente implorando di cadere nella trappola dello show. Offrire certe cifre dorate solo per ipotizzare che non si toccheranno tre reti è una sottile e involontaria presa in giro nei confronti dei patiti dell'alta quota.
Un rapido e peccaminoso pensiero all'handicap positivo per la coraggiosa compagine africana c'era pure saltato in mente per un fugace istante. Tuttavia, il più logico, cinico e banale dei due a zero in favore dei favoriti manderebbe in fumo quell'idea romantica, blindando invece il nostro asfittico tabellino.
Meglio dunque approfittare con gratitudine di questa cecità collettiva e abbracciare un comodissimo scenario a basso regime energetico. Lasciamo le attese per i fuochi d'artificio e le frenesie offensive a chi scambia disperatamente la coppa del mondo per il calcetto del giovedì sera.







