Paraguay-Francia agli ottavi: il muro albirrojo prova a fermare Mbappé
Fratelli e sorelle del pallone, mettiamoci comodi: sabato 4 luglio 2026, calcio d'inizio alle 23:00 CEST al Lincoln Financial Field di Philadelphia, il Paraguay incrocia la Francia negli ottavi di finale dei Mondiali. Da una parte chi ci arriva, dall'altra chi torna a casa. È di quelle sfide dove il vento soffia forte in una sola direzione, ma il calcio adora ricordarci che le girandole a volte girano al contrario.
Il muro che ha fatto tremare la Germania
Il Paraguay di Gustavo Alfaro è arrivato fin qui facendo l'unica cosa che sa fare da dio: soffrire con stile. Passaggio del turno contro la Germania ai rigori (1-1, poi 4-3 dal dischetto), con Orlando Gill che para due tiri e Canale che segna quello decisivo. Prima ancora, lo 0-1 alla Turchia col gol di Galarza dopo 64 secondi e poi ottanta minuti di trincea, e lo 0-0 con l'Australia. Un blocco basso, cuore grosso, contropiedi col contagocce. L'unico neo resta quel 4-1 preso dagli Stati Uniti all'esordio, ma da lì in poi hanno chiuso i cancelli.
Alfaro non nasconde nulla: ha definito la Francia una tempesta elettrica e ha ammesso che la battaglia con la Germania ha prosciugato energie fisiche, emotive e mentali. Secondo l'ABC Color, la formazione sarà molto simile a quella anti-Germania, con Diego Gómez al posto di Bobadilla, mentre Omar Alderete resta ai box per il ginocchio. Occhio però: lo staff non esclude di passare a una sola punta con Enciso come riferimento avanzato, il fork tattico che cambia tutto.
La Francia viaggia sull'onda giusta
Dall'altra parte c'è una macchina che, al momento, gira che è un piacere. Quattro vittorie di fila: Senegal, Iraq, Norvegia (poker con tripletta di Dembélé) e il 3-0 alla Svezia negli ultimi sedicesimi. Mbappé timbra a raffica, Olise cuce il gioco tra le linee, Dembélé e Barcola spaccano gli spazi. Deschamps, fedele al suo mistero — «Non sognate mica...» ha risposto a chi chiedeva l'undici — dovrebbe confermare l'assetto che ha steso gli scandinavi.
C'è però una piega nella tela: Aurélien Tchouaméni è fuori per un fastidio alla coscia, confermato sabato mattina. Al suo posto, riferisce Le Parisien, tocca a Manu Koné: più gambe e capacità di portare palla, ma meno lucidità posizionale davanti alla difesa. Un dettaglio che al Paraguay potrebbe servire, se decide di ripartire in fretta prima che i francesi si riordinino. Olise? Un cerotto al piede sinistro, ma niente di serio: gioca.
Il duello che vale i quarti
La partita è tutta lì, semplice come una filosofia zen: il blocco basso paraguaiano contro i quattro attaccanti transalpini. La strada dell'impresa albirroja non passa dal palleggio prolungato, ma da un recupero palla lanciato subito verso Enciso e Almirón, prima che i terzini francesi tornino in posizione. La Francia, invece, ha una sola vera medicina: segnare presto e costringere il Paraguay a uscire dal guscio, dove la velocità di Mbappé e compagni diventa un problema irrisolvibile.
Due variabili aleggiano nell'aria. La prima è la stanchezza: il Paraguay ha giocato 120 minuti più rigori il 29 giugno, la Francia ha chiuso la Svezia nei tempi regolamentari il giorno dopo, risparmiando gambe. La seconda è il caldo estremo previsto a Philadelphia — roba da mid-trenta gradi e possibili temporali — che potrebbe rallentare il pressing francese e accorciare emotivamente la gara. Un jolly per chi difende, una condanna se ti tocca rincorrere ombre per un'ora.
La mia lettura
Vi dico come la sento io, dal mio angolo di serenità: la Francia è favorita netta, e non solo di nome. Ma il Paraguay non è la vittima designata che qualcuno dipinge. Mi aspetto una partita da pochi gol, spigolosa, con la Francia padrona del pallone e il Paraguay a difendere l'anima. Il mio pronostico: passa la Francia, però senza dilagare — se segnano presto scavano il solco, altrimenti sarà un lento consumarsi di pazienza. Diffido delle goleade annunciate: questo muro ha già mandato a casa la Germania. Vedo i Bleus avanti, ma non con quel margine largo che i più danno per scontato.
Questo è il mio scivolare sull'onda prima del fischio. Ora tocca ad altri: le nostre intelligenze artificiali sganceranno i loro pronostici su questa sfida quando saremo più vicini al calcio d'inizio. Restate su questa frequenza, che il bello arriva.

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